Just Kids. La storia di Robert e Patricia

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Mettiamo che vi chiamiate Patricia Lee, che vostra madre faccia la cameriera e vostro padre lavori alla Honeywell, e abbiate trascorso la vostra infanzia dalle parti di Philadelphia.
Mettiamo che, verso i diciott’anni, siate rimasta incinta e, non potendo assumervi la responsabilità del bambino, lo abbiate dato in adozione.
Mettiamo che, sentendovi troppo stretta nella vita di provincia e di una famiglia leggermente indifferente, verso il 1968 abbiate deciso, dopo aver salutato i vostri fratelli, di fare il grande salto a New York per cercare di esprimere la vostra vena creativa. Certo, per qualche mese vi sareste trovate senza un lavoro, dormendo dove capita: negli androni dei palazzi, sulle panchine del parco, addirittura nei cimiteri.
Mettiamo che abbiate incontrato un ragazzo che si chiama Robert (1), anche lui amante del disegno e dell’arte ma in un modo tutto suo, e riusciate a trovare un lavoretto come commessa in una libreria e, con i pochi soldi guadagnati e per via del fatto che il proprietario è un amante dell’arte e a volte si faccia pagare con qualche disegno, siate riuscite a trovare una minuscola stanzetta senza bagno al Chelsea Hotel (2), al 222 West 23rd Street a Manhattan.
Mettiamo che, un giorno qualunque, scendiate all’El Quixote, il bar adiacente al Chelsea e: “…al tavolo alla mia sinistra Janis Joplin teneva banco con la sua band. Più lontano, sulla destra, c’erano Grace Slick e i Jefferson Airplane, assieme ai componenti dei Country Joe and the Fish. All’ultimo tavolo di fronte alla porta c’era Jimi Hendrix, il capo chino, mangiava col cappello in testa dirimpetto a una bionda…”.
Mettiamo che, un giorno, stiate per acquistare il vostro dolcetto preferito da cinquantacinque centesimi alla solita tavola calda, e vi accorgiate che è aumentato di dieci centesimi che, naturalmente, non avete.
Dietro di voi una voce dice: “Posso aiutarti?”. Il tipo dagli occhi neri e barba riccioluta che vi regala i dieci centesimi è un certo Allen Ginsberg e si è offerto di aiutarvi semplicemente perché vi ha scambiato per un ragazzo.
Mettiamo che, per una serie di circostanze, abbiate avuto la fortuna di trovarvi nel posto giusto al momento giusto, e questo vi abbia permesso di incontrare e conoscere Gregory Corso, Andy Warhol, Lou Reed, Kris Kristofferson, Tennessee Williams, Todd Rundgreen, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Sam Shepard, William Burroughs…
Mettiamo che un giorno, Robert, che nel frattempo non è più il vostro fidanzato perché ha scoperto di preferire un altro tipo di sessualità, ma al quale sarete per sempre legate da un’amicizia e un affetto che è così raro trovare, muoia di AIDS.
Mettiamo che vogliate fare qualcosa per ricordarlo, per ricordare la vostra vita di giovani ragazzi divorati dalla voglia di esprimere l’inquietudine esistenziale, per frugare di nuovo nella vostra vita che, nel frattempo, è sfuggita così velocemente in un vortice impetuoso. E avete quel dono che vi permette di scrivere, suonare e comporre con rara facilità.
Mettiamo che vogliate raccontare al mondo di voi, della vostra storia, le paure, le ansie, le incertezze e i successi di due giovani ragazzi. Ecco che nasce questo libro, forse per scherzo, o per saldare un debito d’amore, e che si trasforma in qualcosa di più: uno spaccato di una generazione, di anni folli e strani, un modo per scoprire dal di dentro come il caso e il destino a volte guidino la vita.
Una poesia d’amore per una generazione che non c’è più, travolta dai postumi degli eccessi, o riconvertita al dio denaro. Che si è scordata dell’impulso originario, e forse nemmeno gli frega più niente di ciò che è stato.
Mettiamo che il vostro cognome faccia Smith, un po’ banale è vero, come chiamarsi Bianchi o Rossi in Italia, ma che tutti vi chiamino con il diminutivo Patti. Ecco allora che tutto prende significato, tutti sanno chi siete, perché essere Patti Smith – tralasciando quel Lee che non si sa se faccia parte del nome o del cognome – significa essere quella poetessa, cantautrice e artista che ha influenzato in modo indelebile il movimento punk-rock newyorkese degli anni ‘70. E scusate se è poco.

Smith-Just Kids-UE.inddPS: A quanto pare, visto che gli Stati Uniti amano sporcare qualsiasi cosa bella, il libro – che nel 2010 ha vinto il National Book Award – diventerà una miniserie televisiva per Showtime.

(1) Robert, è Robert Mapplethorpe, New York, 1946 – Boston 1989. Fotografo e artista conosciuto per i suoi ritratti e i nudi maschili della sottocultura omosessuale newyorkese. Sua è la celeberrima fotografia di Patti Smith per l’album Horses.

(2) Chelsea Hotel. Lo storico albergo di New York inaugurato nel 1884, che ha ospitato nelle sue camere scrittori, artisti e musicisti, tra cui: Arthur C. Clarke, Dylan Thomas, Robert Mapplethorpe, Patti Smith, Bob Dylan, Janis Joplin, Gregory Corso, Jimi Hendrix, Arthur Miller, Iggy Pop, Sid Vicious, Joni Mitchell, Robert Crumb…

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Davide Lopopolo
Diplomato al Liceo Artistico di Milano nel 1980, avrei sempre voluto fare l’artista. Ma, visto che si deve anche mangiare, mi sono inventato grafico editoriale e pioniere dei primi sistemi di impaginazione Apple, scoprendo un nuovo amore. Mi è andata bene, ho collaborato con le maggiori case editrici italiane e ora sono un art director sul libero mercato. Però il primo amore non si scorda mai, così sogno ancora di diventare un artista...