Max Gazzé VS Maximilian. Un disco (inconsciamente) sperimentale

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Maximilian
di Max Gazzé
Universal Music
Voto: 6 e mezzo

Max Gazzé non scrive canzoni: viaggia, procede per suggestioni, inizia a dipingere storie che non si sa se e come termineranno. E Maximilian non ne è esente (per fortuna). D’altra parte, un disco che nasce perché comandato da una strana figura (frutto della sua fantasia? Suo alter ego del Settecento?), improvvisamente palesatasi , non poteva che essere l’apoteosi del visionario. E così è stato. L’album è uno spaccato dei rapporti umani: dall’amicizia, all’amore, all’incondizionato affetto di un padre verso il proprio figlio, tratteggiato nel pezzo di apertura dell’album, Mille volte ancora. Gazzé prende la vita con leggerezza e anche i temi più impegnativi sono affrontati con l’ironia e il sarcasmo che da sempre caratterizzano la sua produzione.

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In Un uomo diverso si chiede se sia corretto cambiare per la propria donna, salvo poi aggiungere: Mi salta su il sospetto che a letto tu non ritornerai / ma c’ho in pausa la Playstation e un rovescio di Gasqué. La vita com’è è un pezzo che suona come un inno alla leggerezza. Le fa eco Ti sembra normale, brano in cui Gazzé suggerisce di mettere da parte ogni tanto la razionalità, per lasciarsi andare. Potremmo quasi definirla la seconda parte de I tuoi maledettissimi impegni: evidentemente il tema gli è molto caro. I richiami a vecchie canzoni continuano: Teresa assomiglia moltissimo a quella Annina che evidentemente non è riuscita a stare zitta: ora i due fidanzati si sono presi la classica pausa di riflessione, Max è tornato a vivere con i suoi e non ha nessuna intenzione di andarsene, anche perché Non c’è nessuno che cucina come i miei. Poi, ci sono i pezzi in classico stile Gazzé: la visionaria Nulla, in cui gli elementi della natura sono pretesto per una dichiarazione d’amore, che inizialmente può contare su un’atmosfera delicata, quasi eterea, salvo poggiarsi sulla potenza delle chitarre elettriche nel ritornello. Sul fiume: altro brano in perfetto stile Gazzé e nuova dichiarazione d’amore. Testo minimalista, che ancora una volta trova riflesso sugli elementi della natura, e un pianoforte su cui le parole di Gazzé possono poggiarsi. Esperimento interessante, In breve, canzone da cui Gazzé estrapolò una strofa per inserirla in Alzo le mani, con il trio. La vicenda è quella di un suicidio: storia costretta ad accontentarsi di un trafiletto sul Sole 24 ore. Atmosfera ulteriormente esasperata da una melodia tratteggiata dal ridondante arpeggio di una chitarra acustica, che trova un unico, breve sollievo nel bridge, affiancata da un violino.
L’intenzione iniziale di Gazzé era quella di incidere un album sperimentale, ma poi si è palesato Maximilian. Progetto da rimandare? Perché, Maximilian non è esperimento? Esperimento riuscito.

La tracklist dell’album:
1) Mille volte ancora
2) Un uomo diverso
3) Sul fiume
4) La vita com’è
5) Nulla
6) Ti sembra normale
7) Disordine d’aprile
8) In breve
9) Teresa
10) Verso un altro immenso cielo

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Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.