La vita quotidiana del musicista A.D.2015

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Rigo, Tommy Graziani, Carlo Simonari, Christian Sementina

La vita quotidiana del musicista A.D.2015.
Ti ritrovi, nel senso che ritrovi te stesso, il silenzio e un attimo di calma, alle quattro del mattino, dopo aver suonato, sudato, urlato dentro un microfono per oltre due ore, aver viaggiato tra Modena e Piacenza, caricato e scaricato il tuo ampli, la pedaliera e il basso sei volte.
Ti trovi e pensi che, malgrado tutto, è una vita di grandi opportunità quella che ti sei scelto con la resilienza dell’acciaio.
La resilienza è una caratteristica fisica di alcuni metalli o leghe che non si deformano o tornano alla forma originale malgrado le forti sollecitazioni.
L’appuntamento per il carico del materiale è alle 17 al parcheggio dell’Hotel Real Fini, appena fuori il casello di Modena Sud.
Tommy Graziani, grandissimo drummer e persona straordinaria per la carica umana e lo spirito, in possesso di un repertorio in continuo aggiornamento, di alcune tra le più belle storie musicali di tutti i tempi, uscirà dall’autostrada per fare Modena Piacenza assieme, abbattendo i costi di trasferimenti della serata che si chiama “Tommy’s Night” al Baciccia di Piacenza, bellissimo locale, ove la musica regna davvero sovrana e c’è un pubblico caldo e attento, il tutto sotto la supervisione attenta del bassista e gestore Nino Rivoli.
Il repertorio, pensato a distanza per accontentare i palati fini del Baciccia, prevede cinque/sei pezzi a testa da cantare, io mi sono premurato di indicare “(Sittin’ On The) Dock of The Bay, capolavoro postumo di Otis Redding, la splendida “Bad Case Of Love” pezzo anni cinquanta di B.B. King, “Heartbreak Hotel” di Elvis Presley, la stralunata “Jockey Full O’Bourbon” del genio di Pomona Tom Waits e un Dylan, che non deve mai mancare, in una dieta equilibrata, con l’inno “I Shall Be Released”.
Carlo Simonari, cantante, pianista e chitarrista, collaboratore dapprima di Ivan Graziani e poi di Tommy e Filippo, ha saccheggiato il grande repertorio americano degli anni 70 e 80 con alcune scelte davvero succose, come “Listen To The Music” dei Doobie Brothers, o il Dylan di “Dignity” fino a “The Joker” di Steve Miller e “Love The One You’re With” dalla penna argentea di Stephen Stills.
Purtroppo, nel pomeriggio, “perdiamo” il prezioso apporto del grande Bip Gismondi, trucidato da un virus devastante.
Così viene inserito, alle ore 12 del 29 ottobre, il bravissimo chitarrista bergamasco Christian “Henry” Sementina.
Load in, cioè ritrovo al locale per montare gli strumenti e relativo soundcheck, ore 18.30.
Orario effettivo di arrivo mio e di Tommy ore 19.30.
L’autostrada tra Modena e Piacenza ieri era, tanto per cambiare, bloccata. Il solito delirio di autoarticolati e mezzi di ogni tipo, scritte dalla scarsa intelleggibilita’ sui pannelli luminosi e via andare.
Secondo voi, questo estemporaneo combo aveva provato prima della serata? Assolutamente no, come evidenziato dai fogli allegati allo scritto, vedete alcuni appunti di sopravvivenza, poi, la musica la puoi solo immaginare ma arriva un momento nel quale ti butti e sei sul trampolino e vai.
E ieri siamo andati…
Fabrizio Bisi, organizzatore della serata a scopo benefico dedicata al paese di Farini, paese in provincia di Piacenza, poco prima del lancio dal trampolino, consegna a Tommy la targa quale “Migliore Batterista Del Mondo”.
Perfetto, ci sta…e poi si parte.
A quel punto non hai più scuse, la tua musicalità deve prendere il sopravvento e, per comunicare, parlare con gli altri musicisti hai il tuo strumento.
Ieri abbiamo parlato bene e a lungo, finendo dopo più di due ore, in un bagno di sudore.
Alcune cose le capisci dal palco, dalla reazione della gente, dalla tua capacità di creare attenzione per quello che stai tentando di fare.
Ieri, finita l’esibizione, un signore che aveva assistito alla esibizione, mi ha detto una cosa particolarmente apprezzata:
“Complimenti, scaletta per nulla scontata!”.
E’ un grande complimento.
Lo voglio ringraziare pubblicamente.
Per quel che riguarda una serie di riflessioni che sono senz’altro influenzate dal mio stato semicomatoso odierno, voglio ricordarvi che per il musicista non esiste malattia, se stai male rinunci alla serata e il povero Bip posso ben immaginare come si senta.
Abbiamo una lunga e ampia serie di fringe benefits ma sicuramente quello non c’è.
Stamattina mi sono svegliato in modalità “Nosferatu”, scarso o inesistente appeal, di fronte allo specchio una faccia sconosciuta e gli appuntamenti della giornata che si susseguono, alle dieci, dopo una telefonata per chiudere una data a Nova Gorica, passaggio da Brunetti, il grande, modenesissimo Marco Brunetti, che ha progettato una testata per basso elettrico valvolare e mi ha invitato a testarla, qualità e goduria di suono devastante…
Adesso i Little Feat di Dixie Chicken stanno suonando e io capisco il senso della parola “grande Musicista” ascoltando Lowell George e compagni…

Un augurio di buona musica a tutti voi e see you down the road…

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Antonio
Bassista, cantante, scrittore. Trenta anni di rock’n’roll on the road! Dai Rocking Chairs a Luciano Ligabue, tante note e tante storie di r'n'r!