I Coldplay sono tornati: bene, ma non benissimo

70
0

Non è facile identificare i Coldplay. Sono una band sempre al confine. Al confine tra il mainstream e l’indie. Al confine tra il pop più vero e l’alternativo. Al confine tra i tanti cambiamenti positivi e altri (evitabili) riciclaggi di alcune canzoni. Perché se è un dato di fatto che la band capitanata da Chris Martin abbia l’indiscutibile bravura di saper oscillare da un sound all’altro senza per questo perderne in termini di qualità, è vero anche che la produzione quasi ventennale della band ha registrato anche parecchi brani triti e ritriti. A cavallo tra un album e l’altro, però, il gruppo inglese ha sempre lasciato un distintivo diverso che ha spostato l’indirizzo musicale da un verso all’altro senza la preoccupazione delle risposte del pubblico. Che a volte non ha gradito, ma ci sta. L’artista che non cambia finisce per accontentarsi e cercare di accontentare il fan. Finisce per perdere il suo senso artistico. L’artista vero cambia e mette in preventivo il rischio di non piacere. I Coldplay, piacciano o meno, sono artisti veri e sanno rimettersi in gioco senza pensarci due volte.

Oggi tornano con il singolo apri-pista del nuovo album, Adventure of a Lifetime. Che è un passo decisamente successivo rispetto al più cupo, intimista e sofferto Ghost Stories. È una reazione allergica al precedente disco che a sua volta era stato un punto di svolta rispetto al pop dilagante di Mylo Xyloto. I Coldplay non amano stare fermi e questa volta giurano di essersi divertiti. Il nuovo singolo è un buon singolo. Certo, non raggiungerà mai le epiche vette raggiunte da pezzi come Viva la Vida o Fix You tanto per citare due tra le tantissime hit costruite in carriera dalla band inglese. Ma è un pezzo che vale e che al suo interno si ricopre di sonorità funky con tratti vagamente anni ’80. L’album uscirà il 4 dicembre con dodici nuove canzoni e le preziose collaborazioni di Noel Gallagher e Beyoncé, si intitola A Head Full of Dreams e il gruppo britannico lo presenterà anche in Italia in occasione della finale di X-Factor al Forum di Assago.

La critica sul nuovo singolo si è divisa, i fan pure. Tra chi invoca ossessivamente i Coldplay dei primi anni 2000 e chi invece ne assapora tutti i cambiamenti. Ci schieriamo dalla parte dei secondi, a prescindere. Perché l’artista non deve guardare indietro e, se ne ha voglia, ha l’obbligo di intraprendere strade sempre differenti. Che si cada o no, questo passa in secondo piano.

CONDIVIDI
Marco Fornaro
Ho 18 anni e ospiti della mia play-list sono perlopiù Bob Dylan, De Gregori, i Pink Floyd e tanti altri artisti che mi convincono di essere nato nell'anno sbagliato. Amante di (quasi) tutti i generi possibili, scrivo anche di sport. In due libri a trenta mani ho pubblicato Che Storia la Bari e La Bari siete voi, giusto per render chiara la passione per il biancorosso. Sogni nel cassetto: viver di romanzi e stappare una bottiglia di GreyGoose sui colli bolognesi con Cesare Cremonini.