Simili, 200 note per emozionare i fan. Ecco la Pausini che non ti aspetti

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Le mie parole arrivano in ritardo. Dopo recensioni, post e tweet. Ma sono riuscita a prendere “Simili” solo oggi, appena uscita dall’ufficio. Una corsa a casa, il cd tra le mani e il bloc-notes in borsa per annotare le mie sensazioni. “Simili”, che album. L’ho ascoltato tutto, nota dopo nota. Da sola. Quindici tracce, quindici storie. Alcune molto vicine alla vita di Laura, altre pezzi di mondo che ha solo incrociato.

“Simili” è un disco nuovo, anche per noi che seguiamo Laura da sempre. Lo è sia per la voce – più matura e a tratti più graffiante – sia per le sonorità di alcuni brani (“Innamorata” e “Io c’ero”, in particolare) che strizzano l’occhio ai ritmi dance. Alcune canzoni suoneranno nelle radio fino a non poterne più, altre avranno bisogno di più tempo per farsi amare. Ma tutte volano, spinte dalla voce pulita e potente di Laura.

La canzone che amo di più è “200 note”, un piccolo capolavoro firmato da Tony Maiello, giovane cantautore napoletano lanciato, nel 2008, dal programma X-Factor.  Ma le sorprese sono anche altre. “Innamorata” è energia pura, in pieno stile Jovanotti. Farà ballare gli stadi e anche i palazzetti (che poi, i fan di Laura ballano pure nei teatri). “Il nostro amore quotidiano” è l’inno alla passione, alla vita in due. A prescindere da tutto. Perché per amarsi non servono documenti.  E Laura canta il suo amore per Paolo, vissuto nella quotidianità. Tra paure prima e certezze poi.

Due strade che si dividono, la rabbia e la paura per il distacco. In “Sono solo nuvole” la voce di Laura accarezza le note del piano di Sangiorgi fino a regalarci una canzone malinconica e forte. E poi c’è “Per la musica”, un brano scritto per i suoi fan e suonato insieme a loro. Da “Gente” a “Siamo noi”, disco dopo disco, Laura rafforza il legame col suo pubblico.

Ma il vero capolavoro è “Lo sapevi prima tu”, dedicata a papà Fabrzio. Sì, perché a credere nella voce e nel cuore di Laura è stato da sempre il padre, pilastro e cemento della sua carriera.

“Simili” si chiude con “E’ a lei che devo l’amore”. È Paola, infatti, il vero miracolo della vita di Laura. Una figlia desiderata, voluta, cercata. Noi c’eravamo all’ultima festa del fan club senza di lei. Abbiamo visto le lacrime di Laura mentre abbracciava una bimba salita sul palco, abbiamo accarezzato la dolcezza e la poesia di una donna che vuole diventare mamma.  E poi, abbiamo visto il suo pancione avvolto in un abito color Tiffany. Abbiamo visto i suoi occhi diventare più sereni. Abbiamo sentito le sue risate diventare più avvolgenti, il suo sorriso farsi più deciso. E abbiamo rivisto i suoi occhi riempirsi di lacrime, ma per l’emozione di essere diventata mamma…

E adesso chiudo il mio bloc-notes, infilo le cuffie e vado a correre. Perché stasera l’amore è un cielo aperto. Da vivere in equilibrio tra il rimpianto e il rimorso.

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Maria Antonietta Izzinosa
D’inverno addetto stampa per professione, d’estate canoista per passione nelle acque del Cilento. In mare osservo tutto e tutti da una prospettiva privilegiata, e quando mi stanco di remare mi faccio trascinare dalle onde. Praticamente quello che mi succede tutti i giorni. Di sera accendo il pc e scrivo articoli da pubblicare qua e là.