Kreuzweg. Cosa succederà alla ragazza?

La Via Crucis verso la santità, oggi, in una chiesa di ieri

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Kreuzweg – Le stazioni della fede
di Dietrich Brüggemann
con Lea Van Acken, Franziska Weisz, Florian Stetter, Lucie Aron, Moritz Knapp.
Voto 8 e 1/2

Prima scena: un giovane prete fa lezioni di catechismo a un gruppo di ragazzi, seduti intorno al tavolo come i discepoli nell’Ultima cena. Li spinge con fervore a essere soldati di cristo, pronti a combattere e al sacrificio: il male è ovunque è non c’è salvezza senza sofferenza. Maria lo ascolta attenta, è la più brava e la più preparata del gruppo. Da qui in avanti, per 14 scene quante sono le stazioni della Via Crucis, utilizzando quasi sempre macchina fissa e piano sequenza, il regista ci mette sotto gli occhi il calvario psicologico e fisico di un’adolescente che porta alle estreme conseguenze gli insegnamenti del cattolicesimo più oscurantista. Maria non si copre, non mangia, mette a tacere ogni impulso della sua età come l’attrazione per un compagno, la musica (sempre del diavolo) e le amicizie. Spinta e sostenuta in ciò da entrambi i genitori, ma soprattutto da una madre così terribile come da tempo non se ne vedeva sullo schermo.
Forse Maria spera col suo sacrificio di ottenere che il fratellino handicappato possa riacquistare la parola? Che avvenga un miracolo? O forse impulsi vitali e dictat repressivi fanno del suo corpo il loro campo di battaglia? Come poter vivere negando la vita? In una scena di rara crudeltà il medico cerca di sottrarla al giogo materno, ma le sue ragioni sono di questo mondo, come possono competere con il richiamo del Dio che la madre le impone?  Messinscena minima, riprese frontali, pochissimi esterni, macchina fissa, tinte fredde, lo spettatore non ha via di scampo, non può distrarsi: deve essere testimone fino in fondo di uno scempio in nome di Dio. E il finale arriva come un colpo di frusta. Dubbio, senso di colpa, sperdimento, follia. Ognuno di noi dovrà trovare la sua risposta. Orso d’argento a Berlino

YouTube / SatineFilm – via Iframely

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Rosa Baldocci
Nata a Genova, laureata in Lingue e letteratura inglese, specializzata in Scienze dello spettacolo, ha vissuto a Londra lavorando come ricercatrice in Rai. A Milano, dove risiede da 35 anni, è stata caposervizio cinema a Sorrisi e canzoni per lungo tempo, per poi passare ai femminili: caporedattore a Tu Style e vicedirettore a F, ideato insieme a Marisa DeiMichei tre anni fa. Ha scritto libri per le scuole come Il Testo e L'immagine (Zanichelli) e Britain on Film (Loescher)