Alaska. A proposito di amori distruttivi

Crisi fuori e crisi dentro: il neo melò del cinema italiano che cerca di esportarsi

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Alaska
di Claudio Cupellini
con Elio Germano, Astrid Berges-Frisbey, Valerio Binasco, Elena Radonicich, Antoine Oppenheim
Voto 7-

Lui cameriere a Parigi, lei aspirante modella. Lui fa una piccola follia (e una grande stupidaggine) per lei, 2 anni di galera. Lei l’aspetterà? Lei (ora modella davvero) all’uscita c’è, si trasferiscono in Italia, lui fa un’altra follia (più grande ma redditizia: usa i soldi di lei per entrare in consociata nella discoteca Alaska) e lei finisce male. Anche fisicamente: lei si riprende, si lasciano, lui migliora la sua posizione sociale (manager), lei ridotta a barista fa una terribile stupidaggine: 4 anni di galera. Lui l’aspetterà. Il modello è terribilmente vecchio: melodramma con storia d’amore tra persone pericolose (per sé e per gli altri) che più si amano più combinano disastri, un po’ come nei romanzi ottocenteschi dove il destino torna e ritorna a dire ai poveri che ci provano che comunque non ce la faranno mai. Il melò surriscaldato è gestito quasi sempre bene in regia (all’inizio è un film “europeo”: da un certo punto in poi “troppo italiano”) e bene in recitazione: tutti convincenti nell’eccesso. Potrebbe essere una nuova formula (antico/moderno, lacrime/sangue) e se sopportate di seguire esistenze che ogni volta rovinano tutto come in una trama da feuilleton o in un brutto programma tv…

YouTube / 01Distribution – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori