Diario di un bassista e una costumista ovvero (ma che c’entra Tom Waits con “Sole, cuore, amore”?)

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Mia moglie Francesca Vecchi è una brava, poetica e ispirata costumista cinematografica.

Io suono il basso elettrico, canto e scrivo le mie canzoni e, tra i due mestieri, intesi in senso artigianale, ci sono degli evidenti punti in comune.

Tralasciando l’ovvia importanza della musica nella vita di entrambi, Francesca inizia la sua ricerca per un film trovando una assonanza dei vari personaggi con musicisti che ci hanno segnato, fatto sognare e continuano a farlo.

Non è una cosa esplicita o urlata, assolutamente no, è più una nota nel profumo che distilla, qualcosa che si avvicina ad essere subliminale, che alla fine diventa la vera e propria cifra stilistica di Francesca.

Certo, il lavoro si esplica in modi differenti, sto parlando del bassista e della costumista pero’ entrambi i mestieri, se si notano troppo all’interno del contesto, hanno qualcosa di sbagliato nella progettazione.

Certo, perché dietro ogni linea di basso o scelta di costume c’è un preciso progetto che si srotola lungo decisioni che sai a priori, arriveranno a un punto di risoluzione e di non ritorno.

Così, come una linea di basso può’ cambiare il mondo (penso a London Calling e al fatto che idealmente noi si fischietta il giro o riff che dir si voglia tirato fuori magistralmente da Paul Simonon) anche un costume fa moltissimo per il film.

In termini di psicologia, una scelta cromatica va a colpire centri emozionali e fa risuonare corde simpatiche che vanno direttamente al centro del cuore emozionale del nostro sentire.

Insieme al battito del cuore, l’esperienza visiva e cromatica è quanto di più ancestrale l’essere umano conosca e riconosca.

Padroneggiare la comunicativa a livello del colore e della scelta del costume prevede un sentire che parte da precise nozioni scientifiche ma deve assolutamente essere libero di muoversi senza regole, spesso infrangendo per portare il discorso del regista e la sua storia ad un livello diverso, più profondo.

Stessa cosa succede con il mio basso.

Il basso è nelle fondamenta, proprio la foundation, sta li’ sotto, ma serve anche a dare profondità e possibilità di scoperte dopo ripetuti ascolti.

Se si notano troppo c’è qualcosa di sbagliato.

Così, sappiate che il lavoro di preparazione a un nuovo film parte da una dialogo che viene imbastito da Francesca in riferimento ai personaggi che deve creare e caratterizzare, personaggi che diventano entità fisiche molto precise, con un nome e un viso, che per il periodo della preparazione ti trovi ad accogliere idealmente in casa, quasi ti viene da parlargli, da chieder loro le cose della quotidianità.

Esaurita la preparazione, che segue una lettura e rilettura della sceneggiatura, si passa al lavoro di ricerca vera e propria degli abiti.

Questa è la fase che io vivo più da lontano.

Rimane la tensione di questi personaggi e il fatto che Francesca ne parla come se fossero presenti.

Contentezza, delusione, paura, ansia.

I personaggi vivono, si staccano dalla carta della sceneggiatura e camminano, respirano, corrono, fanno l’amore.

Sono nudi e vanno vestiti, senza stravolgerli, senza travestirli, creando un storia che è la risultante della loro vita fino ad allora , una storia che li porta avanti, li avvolge, li trascina.

Francesca prende per mano questi personaggi e li abita, li confronta, li veste e li riveste.

Io nel frattempo vivo e suono la quotidianità della vita con lei e con Angelo, facendo spazio per questi nuovi ospiti.

Poi c’è la partenza per le prove costume.

Le telefonate.

Fino al set.

Il film in questione è il nuovo lavoro di Daniele Vicari, regista di “Diaz” e di altri importanti e pregnanti lavori cinematografici.

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“Sole, Cuore, Amore” è una storia di amicizia e solidarietà tra due donne ancora molto giovani che hanno fatto scelte opposte nella vita, Eli (Isabella Ragonese) e Vale (Eva Grieco). 

Eli ha poco più di trent’anni, un marito e quattro figli. Vive in una cittadina della provincia di Roma e ogni giorno fa molte ore di viaggio per andare a lavorare in una zona di Roma molto lontana. Non ha scelta, deve fare questa vita anche perché suo marito Mario (Francesco Montanari) ha perso il lavoro e il piccolo stipendio di lei è irrinunciabile per mandare avanti la famiglia. Nonostante la vita dura, Eli non perde mai la gioia di vivere e per questo è molto amata da tutti. Tra lei e Mario c’è un amore profondo, un rispetto totale e un desiderio che non viene mai meno. Vale, stessa età, è una danzatrice e dedica la sua vita all’espressione artistica, è sola e non deve rendere conto a nessuno delle sue scelte. Le due donne sono amiche da sempre, praticamente sorelle. Vale al contrario di Eli fa una vita totalmente libera da impegni familiari, soprattutto vive la notte, lavora nelle discoteche, in teatro e per i figli di Eli è come una zia.  A volte, durante il giorno, prende con sé i bimbi li porta a zonzo, oppure li aiuta a fare i compiti. Ma la solidarietà umana, l’amore e il desiderio di vivere non possono bastare a lenire l’immensa fatica di cui si carica Eli.

La fotografia del film è di Gherardo Gossi, il montaggio di Benni Atria, la scenografia di Beatrice Scarpato, i costumi di Francesca e Roberta Vecchi. Il film è prodotto dalla Fandango con Rai Cinema.

Oggi è la prima settimana di set vero e proprio, a Torvaianica e il nostro contatto è l’odiato telefono.

Pero’ i personaggi stanno bene.

Come le canzoni.

Un sentito “in bocca al lupo”.

Mai come ora la nostra società, il nostro paese, necessita di storie che abbiano un contenuto reale, non d’evasione ma di riflessione, di analisi del cambiamento che è avvenuto in questi ultimi anni, da quando si è cominciato a sentire parlare di crisi, di fine del lavoro, di politica che è diventato sinonimo di negativo.

Ora più che mai il cinema e la musica, l’arte in genere, è importante e necessaria.

Dietro le scelte di persone come Francesca e Daniele, ci sono ragioni passionali, etiche prima che estetiche, mai di convenienza ma qualcosa che si avvicina al dovere morale.

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Antonio
Bassista, cantante, scrittore. Trenta anni di rock’n’roll on the road! Dai Rocking Chairs a Luciano Ligabue, tante note e tante storie di r'n'r!