Suoni e Rumori Made in Japan

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Corvo giallo non avrai il mio ascolto… Sì, tu uccellaccio insolente che irrompi con il tuo lamento nel magico suono che il vento provoca  tra le canne di bambù nella foresta. Non avrai la mia attenzione, tu che con il tuo gracchiare sovrasti il religioso batter di mani ed il tirar di corde che suonano percussioni e sorde campane nel tempio. Non avrai il mio udito, quando sorvoli minaccioso il silenzioso suono dell’acqua che cade delicatamente nel dolce giardino zen. Non avrai il mio rispetto, quando gareggi sonoramente con saggi ed eleganti gabbiani sulle coste frastagliate di un mare di pescatori devoti al loro silenzioso operare quotidiano.

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Tu, uccellaccio arrogante, che interrompi impertinente i suoni di una tradizione millenaria fatta di musica soave di archi e leggere vibrazioni, portata a conoscenza delle nuove generazioni da musicisti come i Kodò con il battito del cuore dei loro tamburi, dal minimalista Ryuichi Sakamoto, manifesto di un passaggio tra l’antico ed il moderno suono della musica etnica nipponica o dal grande Stomu Yamashta, che fiero della sua arte, allargò la conoscenza della cultura musicale giapponese a tutto il mondo con il suo Red Buddha Theatre.

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Tu, uccellaccio vile, che ti fermi alle porte della metropoli e fingi un silenzio che non è il tuo, per poi vincere la tua falsa timidezza di fronte a torri luminose e frastornanti nella loro risplendente corrazza di cemento e cristallo e ricominci il tuo volgare canto proprio lì dove si mescola con altri mille rumori. Ma è proprio nella metropoli che ti perdi fra tanta sonora concorrenza. Spavaldi semafori che musicano la partenza dei pedoni che si affrontano in due potenti eserciti opposti. Linee metropolitane che suonano la loro squillante sveglia ai sonnolenti viaggiatori immersi tra sogni e smartphone. Schermi mostruosi di un futuro presente che trasmettono voci e suoni dalle pareti riflettenti di infiniti grattacieli. Manga giganteschi che ti minacciano urlando che quella è l’anima del loro potere, tra le pagine di fumetti. Karaoke che richiamano un pubblico eccitato pari ai fedeli in coda alla Mecca. Geishe, d’ogni colore vestite e truccate con maschere di gesso, percuotono il terreno a piccoli passi con zoccoli vertiginosi. Treni, come robot di transformers, che perennemente sferragliano nelle immense e oscure viscere della città sotterranea. Ambulanti che richiamano il tuo favore verso le loro preziose offerte di nutrimento. Pescatori che gridano trionfanti d’entusiasmo di fronte alle vittime della loro battaglia, mentre carri elettrici trasportano rumorosamente queste salme nel ventre affamato della popolosa metropoli.

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Sì, uccellaccio replicante, come l’androide di Blade Runner verrai smascherato ed il tuo stupido verso sarà scimmiottato da schiere di piccoli fan soddisfatti dalla musica popolare più meschina. Si vestiranno a tua somiglianza e canteranno le tue note stonate con un potente megafono, pronti ad invadere con il teletrasporto ogni forma di comunicazione musicale, privandoci dell’antica e autentica storia artistica dell’arcipelago del sol levante.

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Corvo giallo non avrai il mio ascolto… Io resterò fedelmente affascinato e rapito dalla bellezza del dolce suono delle canne di bambù percosse dal vento gentile, dall’incedere delicato del cadere dell’acqua tra piccoli ciotoli disposti elegantemente nel giardino, dai suoni d’archi di un’antica storia che prosegue con forza e carattere millenari, grazie alla robusta cultura del suo popolo più saggio e rispettoso. No, tu non avrai la mia attenzione stupido volatile, non oscurerai la bellezza della grande montagna sacra, io lo so che fin lì non sai volare, ma io sì.

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Massimo Bonelli
Ex Direttore Generale della Sony Music, ha trascorso 35 anni nel mondo del marketing e della promozione discografica, sempre accompagnato da una grande passione per la musica. Lavorava alla EMI quando, in un periodo di grande creatività musicale, John Lennon, Paul McCartney e George Harrison hanno iniziato produzioni proprie di alto livello e i Pink Floyd hanno fatto i loro album più importanti. Sino a quando, con i Duran Duran da una parte ed il punk dall’altra, è arrivato il decennio più controverso della musica.In CBS (più tardi Sony), ha contribuito alla ricerca e al lancio di un numero considerevole di artisti, alcuni “mordi e fuggi” come Spandau Ballet o Europe, altri storici come Bob Dylan, Bruce Springsteen, Cindy Lauper, Franco Battiato, George Michael, Claudio Baglioni, Jovanotti, Pearl Jam, Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e tanti altri…Si fatica davvero a individuare un artista con il quale non abbia mai lavorato, nel corso della sua lunga vita tra pop e rock.