Tiziano Ferro, poco incanto a Milano

Dopo il successo estivo di San Siro il cantante torna a Milano, ieri sera la prima tappa in città del suo European Tour.

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«La musica non si deve fermare». Ci tiene a dirlo Tiziano Ferro prima di iniziare il suo show, luci spente e un breve pensiero dedicato alla strage di Parigi. La risposta più concreta a tutte le reazioni che i fatti accaduti in questi giorni hanno scatenato, alla violenza e a quanto di più negativo viviamo, credo sia la bellezza. Non è retorica, perchè guardare i giovani, i loro genitori, far venire giù il Forum di Assago sulle note de Lo stadio, non può non lasciare indifferenti. In tantissimi, per un paio d’ore, uniti dalla stessa passione, tutti parte di una stessa forza, energia pura che si sprigiona fortissima quando Ferro, quasi a fine concerto, rivela che su quel palco, e noi lì con lui, avremmo potuto non esserci. «Io rispondo così a quelli che mi suggerivano di non farlo questo concerto. Con voi e grazie a voi».

Un pubblico entusiasta ha accolto la prima tappa milanese dell’European Tour, partito lo scorso venerdì da Torino. «Ora capisco perché sono al mondo. Finchè ci sarà il mio nome fuori da questo palazzetto sarò felice di fare questo mestiere. Avevo voglia di tornare qui. Non so se qualcuno era presente, quest’estate». Non riesce a proseguire, le urla sovrastano ogni suono.«In un posto che si chiama stadio San Siro, beh io c’ero ed è stata una notte fantastica. Non so cosa ho fatto per meritarmi tutto questo ma me lo prendo e spero di dare almeno un centesimo di tutto quello che ho ricevuto».

E di San Siro si percepisce l’ombra sulla fase invernale di questo tour, riadattato per i palazzetti, che proseguirà fino a 20 dicembre. Differenze significative non ce ne sono. A presentare l’artista sul palco non sono più i cavi che lo innalzavano fino a 20 mt da terra, ma il fumo che a poco a poco svela la sua sagoma. L’unica modifica alla scaletta è data da Il vento, ultimo singolo pubblicato, che arriva a metà concerto. La scenografia anche questa volta è affidata ai megaschermi che mostrano figure 3D, città del futuro o immagini della natura. Fulmini e nuvoloni sulle note di Sere nere, una nebulosa invece dietro a Ferro mentre intona la struggente Ti scatterò una foto. Sul palco vengono proposti successi vecchi e recenti, cantati dal pubblico dal primo minuto del concerto fino all’ultima parola di Incanto, canzone conclusiva.

Il sole esiste per tutti apre la parte dello show dove subentrano i laser mapping e le proiezioni virtuali, la stessa canzone è accompagnata dall’ologramma di Tiziano, disegnato dai laser, che viene proiettato dalla parte opposta del palco. Effetto poco riuscito, considerate le ridotte dimensioni del palazzetto rispetto a quelle dello stadio. Ragnatele si disegnano nell’aria da laser verdi e blu che colorano tutto il forum, ballerini-pompieri con tute dalle macchie fluorescenti coreografano la fine di Xverso, sopra il palco rimasto buio. Qualche problema a livello ritmico si avverte, Tiziano non sempre preciso ha dovuto, su più canzoni, rincorrersi per rimediare. Perfezione che invece su Il vento e Le cose che non dici, dove è stato protagonista di coreografie studiate con il corpo di ballo, esibendosi in passi alla Michael Jackson, ha fatto presagire qualche “aiutino” dalla regia.

L’ombra di San Siro e poco incanto dicevo prima, perché la cose perfette, o quasi, sono difficili da ripetere. Non si parla di armonia o di rapporto tra artista e pubblico, tema personalmente intoccabile. Ovunque ci siano 10.000 persone che si emozionano davanti al palco c’è naturalmente qualcosa di magico e troppo forte per essere criticato. Si intende piuttosto l’aspetto musicale e un concerto concepito per lo stadio, sacrificato, forse, all’interno di un palasport, con un Tiziano percepito leggermente sottotono.

Poco importa comunque se la visione di chi prova a raccontare la serata di ieri sera non è del tutto positiva. Tiziano si è divertito, si è emozionato sulle note de La fine, si è appassionato cantando i versi finali di Ti voglio bene,e ancora con tutto il cuore te lo dico anche se da due settimane non sei più mio amico..“, ed ha dimostrato gratitudine e tutta la riconoscenza possibile a questa città, Milano, che tanto gli ha dato. Ma soprattutto è stato con noi, in due ore intense, dove «ha provato a farci star bene mettendocela tutta». Nonostante fosse «una settimana diversa da tutte le altre quelle che hanno caratterizzato i tour precedenti».

Tracklist del concerto:

Xdono
La differenza tra me e te
Troppo buono
Sere nere
Indietro
E fuori è buio
Imbranato
Il regalo più grande
Scivoli di nuovo
Il sole esiste per tutti
Senza Scappare Mai Più
Stop! Dimentica
Xverso
L’Olimpiade
Il Vento
Hai delle isole negli occhi
Ed ero contentissimo
L’amore è una cosa semplice
Ti scatterò una foto
Ti voglio bene
Le cose che non dici
E Raffaella è mia
Rosso relativo
L’ultima notte al mondo
Per dirti ciao
Alla mia età
La fine

Bis:
Lo Stadio
Non me lo so spiegare
Incanto

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Matilde Ferrero
Vent'anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.