Gli ultimi saranno ultimi. Amen

I nuovi poveri dell'Italia all'italiana. Commedia? Tragedia? Aggiustamento?

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Gli ultimi saranno ultimi
di Massimiliano Bruno
con Paola Cortellesi, Alessandro Gassmann, Fabrizio Bentivoglio, Stefano Fresi, Ilaria Spada
Voto 6

Una non più giovane coppia povera laziale, Cortellesi operaia, Gassman pronto a tutto pur di non fare niente. Innamorati. Che non riescono ad avere un figlio. Il poliziotto Bentivoglio dall’aria depressa e tonta  trasferito dal nord per una colpa non spiegata. La coppia riesce ad avere un figlio e lei subito viene espulsa dal mondo “liquido” del lavoro (cioè, “liquidata” su delazione: chi si ingravida costa…). Il poliziotto si rivela mammone e incapace di riconoscere un transex. Tutto intorno i lavandini e i cessi rilanciano giaculatorie e sante messe radiofoniche per via dell’eccesso di onde radio che avvolge il paese. La Cortellesi diventa sempre più nervosa, Gassman si dà al bel tempo con una sciampista, Bentivoglio è ai limiti del ridicolo tragico, l’Italia intorno è un crudele e insopportabile meccanismo azionato da macchiette. Fine dei soldi. Lei va in fabbrica a chiedere indietro il lavoro, prende la pistola alla guardia giurata, la punta, le si rompono le acque, il poliziotto la vede e interviene. Sparo. Viene da un monologo teatrale questa favola eccessiva già portata sul palcoscenico dalla Cortellesi con lo stesso Bruno  che l’aveva diretta in Nessuno mi può giudicare. È un grottesco che vorrebbe essere realista ma suona espressionista. Forse ha preso dal monologo teatrale il senso del nostro tempo volgare (o forse vile) e l’ha reinventato per tutti i personaggi. Tutti nel loro contesto bravi ed eccessivi. Sopra le righe? Le righe non ci sono più. Il titolo corregge la massima evangelica “Gli ultimi saranno i primi”. Il finale forse corregge il titolo.

YouTube / IIF – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori