Pan. Sempre Peter, più acrobatico

Ennesima, liberissima, variante di Peter Pan, per non crescere mai

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Pan – Viaggio sull’Isola che non c’è
di Joe Wright
con Cara Delevingne, Amanda Seyfried, Hugh Jackman, Rooney Mara, Garrett Hedlund.
Voto 6

Sorpresa, Pan parla di Peter Pan, ma le parentele con l’originale di Barrie e l’interpretazione di Disney sono lontanissime, con libertà di sceneggiatura ai limiti dell’oltraggioso: da storia vittoriana diventa storia nella seconda guerra mondiale, ma solo quel tanto che basta per fare acrobazie in 3D (se vi piacciono) su Londra tra Spitfire e galeoni volanti dopo essere stati rapiti da pirati con la complicità di suore da orfanotrofio dickensiano. Poi via, tutti nell’Isola che non c’è dove in un clima da Mad Max gli “orfani” cantano Smells Like Teen Spirit dei Nirvana come un canto di guerra  per poi lanciarsi ancora in acrobazie tra gli “indiani”, i pirati, i coccodrilli, i tesori, a scoprire cosa si è e a vincere la paura di volare. Altre acrobazie. Il film è letteralmente acrobatico e gli occhi li riempie. È probabile che ci sarà un sequel visto che il tipo che si chiama Uncino ha ancora la sua mano, è innamorato della principessa indiana e sta coi buoni (per ora). Geniale per eccesso di travestitismo Hugh Jackman, che fa Barbanera (che è come il capitan Uncino che ricordavamo, ma non è Uncino, e ha un tocco depravato  niente male). Le acrobazie volanti arrivano a scomodare e citare quelle di Matrix, la storia è lietamente caotica e insieme romantica, e più colorata di certe animazioni, così forsennata nel ritmo da far pensare che a  Wright gli esercizi (spesso belli fino al lezioso) di Espiazione e Anna Karenina stavano stretti: aveva voglia di far casino come un orfano che impara a volare.

YouTube / Warner Bros. Italia – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori