Stef Burns: Vasco, r’n’r, roots & wings (intervista)

218
0

E’ uno dei chitarristi rock-blues più apprezzati al mondo. Il suo nome in Italia è stato reso celebre dalla ventennale collaborazione con Vasco Rossi, della cui band è diventato elemento imprescindibile. Stiamo parlando del musicista americano Stef Burns, che da poco ha pubblicato il suo nuovo album di inediti, Roots & Wings, che proprio in questi giorni sta presentando in giro per l’Europa insieme alla Stef Burns League, in cui è affiancato da Paola Zadra al basso e Juan Van Emmerlot alla batteria.
Ieri questo tour ha fatto tappa al LegendClub di Milano. Poco prima dell’inizio del concerto abbiamo raggiunto Stef ed ecco cosa ci siamo fatti raccontare…

Nel nostro paese sei sempre acclamato in quanto ottimo chitarrista e statunitense, come se la tua americanità fosse un valore aggiunto. Qual è la differenza di approccio tra un musicista italiano e uno degli States?

Io, come chitarrista, credo che sia uguale. Che tu sia italiano o americano, il mestiere del musicista si compone di viaggi, di una chitarra, un ampli, un palco e un pubblico. Certo, ci sono molte differenze di approccio, però generalmente il lavoro è lavoro in qualsiasi parte del mondo. Probabilmente la differenza principale tra i due paesi consiste nel cibo: in America si può mangiare molto bene o molto male. Ma lì è sufficiente mettere insieme alcuni ingredienti per dire di aver preparato un pasto. In Italia invece c’è la cultura del mangiare bene e voi siete estremamente orgogliosi di questo.

In questi giorni sarai in giro per l’Italia insieme alla Stef Burns League per presentare il tuo nuovo disco Roots & Wings. Cosa dobbiamo aspettarci da questi spettacoli?

Sicuramente che… we’re going to rock hard! Ovviamente, spina dorsale del concerto saranno i pezzi del nuovo disco Roots & wings, canzoni dal nuovo LP e bonus tracks. Oltre ai miei pezzi, poi, abbiamo inserito delle cover molto divertenti. Stasera inoltre, com’è mia consuetudine quando suono a Milano, sul palco saliranno due special guests: Fabio Treves della grande Treves Blues Band, con cui suoneremo un paio di pezzi, e Pino Scotto. Insomma, sono sicuro che ci divertiremo parecchio!

La tua è una carriera ricca di successi e collaborazioni; qualche rimpianto?

La cosa che mi manca di più in assoluto e mi piacerebbe ripetere è suonare con Alice Cooper, perché con lui mi sono divertito moltissimo. Ho smesso di suonare con Alice nel 1995, quando ho iniziato a lavorare con Vasco. Ho preso quella decisione perché in quel momento sentivo di dover stare con lui… e ho fatto bene! Però a volte penso che suonare con Alice sarebbe molto bello.

Sei andato al suo concerto a Milano dieci giorni fa?

No, perché stavo facendo le prove per questa tournée, ma mi sarebbe piaciuto. In realtà ci sarei anche potuto andare, solo che probabilmente non avrei ascoltato Alice, ma i Motley Crue, che sono meno interessanti.

Tornando ai tuoi esordi con Vasco, immagino che per te, musicista americano abituato a un certo tipo di sonorità, sia stato complesso avvicinarsi al rock italiano. Qual è stato il tuo approccio con la nostra musica?

Io faccio musica americana e il mio approccio è sempre americano. La musica italiana la conosco grazie e Vasco e, più suono con lui, più la scopro e la capisco. Quello che posso dirti è che quello che passa alla radio non mi piace, ma lo stesso lo dico anche in America. A me piacciono il classic rock, il modern rock, il blues, il jazz; mi piace anche il pop, ma certo non canzoni sempre uguali, con gli stessi cambi e gli stessi fraseggi: è troppo per me! Quindi, il mio approccio è sempre angloamericano.

CONDIVIDI
Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.