The Visit. Spaventatevi…

Due fratellini in visita dai nonni. Come Hansel e Grethel, però con la videocamera...

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The Visit
di M. Night Shyamalan
con Olivia DeJonge, Ed Oxenbould, Deanna Dunagan, Peter McRobbie, Kathryn Hahn
Voto 8

Mamma divorziata e un po’ stressata va in crociera col nuovo amore: due ragazzini, maschio e femmina, vanno per una settimana dai nonni in campagna. Mamma i genitori non li vede da anni. Ah, se si riconciliasse… Il ragazzino vuole fare il rapper, la ragazzina la regista. Quindi tutto il film ha la forma di un docu sulla settimana dai nonni con gustose annotazioni sulla mise en scène. Il problema è che i nonni sono un po’ strani. Come quelli delle fiabe, come certe vecchine dei boschi di una volta: o ti dicono che certe zone della fattoria e certe stanze della casa sono vietate per il tuo bene o ti chiedono di entrare nel forno. Per pulirlo, certo. E così, ridendo e scherzando, ma non troppo, la tensione sale. E lo spettatore si chiede se sia il punto di vista dei ragazzini in un ambiente nuovo, dei nonni che non li hanno mai visti o del regista M. Night Shyamalan, che a suo tempo riusciva a fare film inquietanti (Il sesto senso, Unbreakable, The Sign,  The Village) con certi cortocircuiti narrativi niente male… Poi all’improvviso i comportamenti bizzarri si trasformano in ansia, in angoscia, in puro terrore. Mai chiaro però: questo non è un film horror di quelli pantografati e prevedibili sui canoni dell’horror. No. Questo è un film in cui i comportamenti stessi della vecchiaia, la smemoratezza, il disfacimento fisico, i cambi d’umore, i rapporti con la malattia, con la mente che bizzarra non ci sta più, insinuano la riprovevole sensazione (nessuno vorrebbe confessarla) che la vecchiaia stessa sia l’orrore, ma non sta bene dirlo… Poi arriva la rivelazione finale, il cortocircuito. E con un brivido lo spettatore si rende conto che tutti gli indizi che l’hanno scosso o stressato andavano presi molto sul serio. Ma è troppo tardi. Come se Shyamalan dicesse: sono stato un po’ discontinuo, ma adesso vi spiego io come si fanno davvero gli horror con il buio, le riprese notturne, il found footage, le soggettive con macchina a mano, le citazioni dalle fiabe, la malattia mentale, quella strana sensazione che avete nel sonno che qualcuno stia spiando il vostro sonno e  che in ogni signora di una certa età si celi una strega e in ogni signore un orco…
Il che fa paura sul serio.
Bentornato Shyamalan.

YouTube / Universal Pictures International Italy – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori