A Bigger Splash. Tuffo con spanciata

Remake di La piscina in salsa di migranti a Pantelleria

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A Bigger Splash
di Luca Guadagnino
con Ralph Fiennes, Dakota Johnson, Matthias Schoenaerts, Tilda Swinton, Aurore Clément
Voto 6 meno

Il finale del film di Guadagnino A Bigger Splash  con il carabiniere Guzzanti che chiede un autografo alla rockstar Tilda Swinton al termine di un’inchiesta, al festival di Venezia è stato definito indecoroso. Per la Benemerita? Ma no. Guzzanti sembra citare Franco Franchi? Fuori posto? Come tutti, purtroppo.  Tilda Swinton rockstar operata alle corde vocali in vacanza senza voce a Pantelleria e il documentarista Schoenaerts sono una coppia kitsch/chic almeno quanto quella di Angelina Jolie e Brad Pitt in By The Sea. La Jolie tenta il film d’autore serioso, Guadagnino il film d’autore brillante. La Swinton  e compagno ricevono la visita a sorpresa dell’ex  amore e produttore Ralph Fiennes (anche produttore di un vinile dei Rolling Stones…) accompagnato dalla figlia ritrovata Dakota Johnson  (incestuosa? finta?). La Swinton è muta, Fiennes parla per quattro, tutti suonano fasulli come i riti da jet set, le cafonate al ristorante, il ricordo di eccessi e amori, certe tirate sulla buona tavola del tempo che fu, gli scazzi, i bagni, le concessioni all’ente turismo, la droga, i tradimenti, i due maschi alfa in lotta. Il produttore chiacchierone affoga in piscina lottando con il rivale taciturno: è necessario, il film è il remake post-qualcosa (ma proprio pantografato) di La piscina di Deray (anno 69), ma Guadagnino l’ha rinominato A Bigger Splash per citare un quadro  di David Hockney. Il fatto che sia stato aggiunto il dramma dei migranti suona come un infortunio, un inno ai cavoli a merenda, una crudeltà, una terrificante delizia da vip per riviste di gossip. Fate voi. Siamo tutti osceni, è la chiave del gioco (lo dice Fiennes)

YouTube / Lucky Red – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori