Lucy in the Sky with Diamonds

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“Picture yourself in a boat on a river, with tangerine trees and marmalade skies …”

lennon psychedelicoE se il Rock non fosse mai esistito? Se non fosse mai esistito nella forma libera ed espressiva che conosciamo? Se tutto ciò che abbiamo amato fosse solo frutto di una fantasia collettiva? Se avessero cercato di dominarlo infettandolo con un potente virus che si diffuse oltre i limiti previsti?

 

Se John Winston non fosse mai diventato Lennon, sarebbe ancora vivo? … E se, grazie all’immenso successo dei Beatles, qualcuno avesse deciso di drogare musicalmente le nostre menti, i nostri atteggiamenti, il nostro modo di vivere, di pensare, di comunicare, utilizzando forme di musica artificiali? Lo scopo sarebbe stato ovviamente quello di ottenere guadagni inimmaginabili ed, inoltre, quello di controllare il percorso della cultura generazionale.

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Se James Marshall non fosse mai diventato Jimi Hendrix, sarebbe ancora vivo? … Qualcosa si muoveva, dietro le quinte, all’ombra della musica che abbiamo più amato. Qualcuno in grado di decidere ogni avvenimento, cosa creare e cosa distruggere. Una figura dal potere totale che avrebbe stabilito quale musica configurare con quella generazione e, successivamente, come evolverla seguendo un particolare meccanismo che non facesse mai scendere la tensione ed il legame con i suoi protagonisti.

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Se Michael Jackson non fosse mai diventato the King of Pop, sarebbe ancora vivo? … Quella figura dal potere infinito, prevedeva quali potevano essere i personaggi adeguati con il “percorso culturale stabilito” (PCS) e quali stavano trasgredendo la linea imposta. Per questi ultimi era prevista un’uscita di scena anticipata. Il loro esempio non era conforme alle regole del “PCS”  e quindi, prima che riuscissero a contaminare e distorcere la visione che il pubblico doveva avere della musica, venivano accompagnati alla porta: un’uscita finale, senza possibilità di ritorno.

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Se Nicholas Rodney non fosse mai diventato Nick Drake, sarebbe ancora vivo? … L’Uomo del Potere aveva sotto il suo controllo i comitati per la sicurezza culturale dislocati in ogni Paese: in Usa, il “Control of Intellectual Audio” (CIA), in Italia la “Sorveglianza Italiana Audio Espressivo” (SIAE) e così via. Il compito di ciascuno era trovare personaggi abbastanza credibili affinchè vestissero i panni delle star della musica e, qualora fossero diventati troppo famosi, quindi pericolosi, reprimerli. Dovevano vigilare. Nulla poteva sfuggire di mano, ogni trasgressione alle regole del “Percorso Culturale Stabilito” andava eliminata.

Elvis - Copia

Se Aaron Presley non fosse mai diventato “Elvis”, sarebbe ancora vivo? … Per gettare fumo negli occhi ad un’intera generazione, era necessario trovare personaggi non convenzionali, eccentrici, originali, ai quali affidare la carriera della rockstar, del beniamino popolare. La selezione veniva curata tenendo conto dell’influenza che l’immagine dei Beatles aveva avuto sul pubblico  mondiale. Si dovevano quindi cercare  e creare personaggi che ricalcassero quel prototipo di artista. Alcuni di questi sono tutt’ora in auge, grazie al loro comportamento in linea con quanto dettato dall’Uomo del Potere e dai suoi collaboratori. Alcuni non sono neppure arrivati al pubblico, avendo loro sbagliato l’approccio con la musica e con i fan sin dall’inizio. Altri sono stati fatti scomparire nel pieno del successo. Il loro atteggiamento non era conforme alle regole ed una volta diventati celebri, hanno deriso il “percorso” tenendo comportamenti provocatori e trasgressivi..

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Nessuno conosce, ma tutti possono immaginare, il nome dell’Uomo del Potere, di colui che ha avuto la facoltà di decidere chi sì e chi no per un intero ciclo generazionale, ed oltre, nel tempo. Però conosciamo i nomi delle sue vittime ed il modo brutale in cui sono state eliminate: Elvis Presley, Janis Joplin, Brian Jones, Jim Morrison, Jimi Hendrix, Chet Baker, Nick Drake, Jerry Garcia, Tim Hardin, Sid Vicious, Kurt Cobain, Tim Buckley, Keith Moon, Amy Winehouse e la lista continua.

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Sulla loro lapide si è depositata una polvere bianca che, seppur spessa, non riesce a cancellarne la memoria e l’affetto

Se la musica non fosse mai diventata Rock, sarebbe ancora viva o volerebbe comunque in cielo tra i diamanti?

“Somebody calls you, you answer quite slowly, a girl with kaleidoscope eyes …”

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Massimo Bonelli
Ex Direttore Generale della Sony Music, ha trascorso 35 anni nel mondo del marketing e della promozione discografica, sempre accompagnato da una grande passione per la musica. Lavorava alla EMI quando, in un periodo di grande creatività musicale, John Lennon, Paul McCartney e George Harrison hanno iniziato produzioni proprie di alto livello e i Pink Floyd hanno fatto i loro album più importanti. Sino a quando, con i Duran Duran da una parte ed il punk dall’altra, è arrivato il decennio più controverso della musica.In CBS (più tardi Sony), ha contribuito alla ricerca e al lancio di un numero considerevole di artisti, alcuni “mordi e fuggi” come Spandau Ballet o Europe, altri storici come Bob Dylan, Bruce Springsteen, Cindy Lauper, Franco Battiato, George Michael, Claudio Baglioni, Jovanotti, Pearl Jam, Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e tanti altri…Si fatica davvero a individuare un artista con il quale non abbia mai lavorato, nel corso della sua lunga vita tra pop e rock.