Bianca Atzei: «Avrei voluto conoscere Andrea Parodi»

Abbiamo incontrato Bianca a pochi giorni dalla partenza di "Bianco e Nero Club", il tour invernale che partirà l'8 dicembre dal Blue Note di Milano.

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Bianca Atzei, milanese ma di origini sarde, dopo innumerevoli collaborazioni (Alex Britti, Niccolò Agliardi, Gianni Morandi, Modà, J-Ax e altri), debutta con il disco Bianco e nero, uscito a febbraio 2015 dopo la sua partecipazione al festival di Sanremo con Il solo al mondo. L’abbiamo incontrata per capire come ci si sente prima di cantare in uno dei club più importanti del mondo, il Blue Note di Milano, o a duettare con J-Ax a 3.000 metri di altezza.

Prima di pubblicare Bianco e Nero ci sono state parecchie collaborazioni e anche una partecipazione a Sanremo. Mi racconti qual è stato il tuo percorso artistico?
Ho avuto molti alti e bassi, ma penso sia successo a tutti. Inciampi, cadi e ti rialzi, a volte non dormi la notte. Però ho sempre visto una strada, che ho percorso lentamente e con tanto sudore. Ho sempre avuto un obiettivo davanti, non mi sono fermata, sarà il mio carattere o il mio sangue sardo, sarà che amo questo mestiere: è una passione e ci credo veramente tanto. Sapevo che il disco sarebbe arrivato molto tardi per il percorso che stavo facendo, non ho fatto talent, non sono passata per la tv, quindi associare la mia immagine alla mia voce era difficile, ascoltandomi solo in radio, ma per fortuna che ci sono state loro! Ho sempre avuto davanti degli input, persone che in questi 5 anni hanno creduto in me. E’ difficile trovare chi dal nulla investe su te, sono veramente soddisfatta di tutto quello che mi è successo finora. Lo rifarei e voglio continuare così.

L’ultima collaborazione è quella con J-Ax, il video di Intro è stato registrato oltre i 3.000 metri. Che esperienza è stata?
Quando siamo arrivati in Val Senales mi mancava il respiro, eravamo a 2.000 metri e tutta la troupe ne ha risentito. C’era il vento gelido e faceva freddo, ma ci siamo divertiti. Il giorno successivo c’era il sole e si stava bene ma non riuscivi a stare fuori più di un quarto d’ora, perché eravamo oltre i 3.000 metri, in un ghiacciaio. Coperti strato su strato, sembravamo omini Michelin, è stato complicato, ma è un ricordo che avrò per sempre e potrò raccontare. L’idea è venuta ad Ale (J-Ax ndr), che un mese prima di girare il video, in studio, mi dice:«Ho un’idea: la neve! Poi tu Bianca, ti immagino bene con la neve».

In Bianco e Nero hai collaborato con altri autori per i testi delle canzoni, pensi di arrivare a fare, in futuro, un album con testi firmati esclusivamente da te?
Principalmente io scrivo i testi con altri autori, però mi vengono molte melodie vocali che dopo vengono arrangiate, messe in musica e tradotte in parole. Mi viene naturale, magari mi sveglio nella notte, per non perderle le registro nel cellulare. Mi piace molto scrivere, perché puoi comunicare qualcosa che hai dentro, mi piace scrivere cose che appartengono a me, del mio vissuto, del mio carattere, parlo raramente di altri.

Nasci a Milano, ma tieni a specificare le tue origini sarde. Nell’album hai inciso anche No Potho Reposare, che rapporto hai con la tua terra?
Il mio sangue lo sento sardo, i miei genitori sono sardi e quella terra è magica, mi ha sempre lasciato addosso sensazioni forti, che ho portato via con me ogni volta che la lasciavo. Quando arrivo in Sardegna respiro, ci sono profumi, sapori, colori, che non ci sono da nessun’ altra parte. Penso che la mia terra abbia caratteristiche importanti, come la musica. I sardi hanno un modo di cantare che è unico e particolare. Per esempio Andrea Parodi per me è unico al mondo, ha una voce meravigliosa. Mi emoziono molto quado parlo di lui perché avrei tanto voluto conoscerlo, per fortuna rimangono le canzoni.

Mi mostra una frase tatuata sulla mano sinistra: “Sesi sa vida mea”, (sei la mia vita ndr).

Un sardo non lo farebbe mai. E’ come se un milanese si tatuasse una frase in dialetto milanese, molti amici mi dicono che non ha senso. Io invece l’ho fatto perché mi piace l’idea di sentirmi più sarda che milanese, anche se amo Milano da morire. Ho la testa dura e una grande forza di volontà.

Sei in partenza per l’Italia con il tour nei club, debutti da quello più importante: il Blue Note di Milano. Come ti senti?
Quando mi han detto “farai Sanremo” non mi sentivo così, mi sento molto più angosciata. Perché su quel palchettino, con le luci soffuse e l’atmosfera intima è molto diverso, mi rendo conto che c’ è un’attenzione completamente diversa da quella che ci può essere all’Ariston. Lì sai che ti guardano da casa, sono molto più lontani, invece al Blue Note li hai vicini e vedi tutti gli occhi delle persone. O canto con gli occhi chiusi tutto il tempo o comunque qualcosa dovrò guardare (ride). Farò del mio meglio e ci metterò tutta la mia passione. Sarà una bella prova.

Ma la gente ti mangia davanti mentre ti esibisci.
Io amo cucinare! Quindi associare cucina e musica mi piace. Se vedo qualcuno che lo fa chiedo: “Ma è buono quel Cheeseburger?” (ride).

Sanremo 2016? Si vocifera di una tua possibile partecipazione.
Se partecipo nuovamente torno con la consapevolezza di tutto quello che mi è successo, e anche di quello che so che possono dare quei giorni. Se c’è la possibilità sono molto felice e non nego che vorrei tanto, se non c’è sono felice uguale perché sono soddisfatta della mia vita.

Queste le date del tour:

8 dicembre – Blue Note, Milano
16 gennaio – Zoom, Marcellinara (CZ)
17 gennaio – Dejavù, Castrovillari (CS)
21 gennaio – Latteria Molloy, Brescia
22 gennaio – Container, Grottamare (AP)
23 gennaio – 2.0, Pomezia (Roma)
27 gennaio – Quirinetta, Roma
28 gennaio –  Common Ground, Napoli

YouTube / J – via Iframely

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Matilde Ferrero
Vent'anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.