Report semiserio ma appassionato di 4 date e 2200 chilometri. Il mestiere della musica.

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Come si può’ racchiudere un viaggio fisico e mentale di quattro giorni e duemiladuecento chilometri?

Ecco la mappa del primo spostamento. Questa è ovviamente l’andata.

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Tanta musica suonata e tante parole sulla musica, tanti visi, tante persone con le quali scambiare due parole e alle quali vendere la tua musica, risate, qualche momento esilarante e infinito, qualche notte al freddo e il sudore che ti corre sulla pelle, Robby che groova e la musica che scorre come sabbia e velluto, senza attrito alcuno.

A volte, esagerando, dico che questo mestiere, che mi sono scelto e che ho voluto e perseguito con pervicacia, lo farei anche se non fosse la mia professione, il mio sostentamento, per cui, tanto vale farlo fino in fondo e, in questo modo, adottando una modalità di grandi rinunce, tentare di far sì che il mondo possa essere un luogo più colorato, più bello per me e per tutti.

Partenza alle ore otto della mattina da via Berengario in Modena, Luigi (Grella, chitarrista e cantante dei Spaccailsilenzio, indie folk band bolognese) passa col suo furgone vintage a caricare il backline.

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Ora, cosa è il backline? Trattasi di tutto quello che è dietro la linea dell’impianto audio che permette alle persone di ascoltare quello che facciamo.

Nel caso del Water Hole Tour, la complicazione è data dal fatto che, trattandosi di un disco mio con canzoni da me scritte e arrangiate usando principalmente la chitarra acustica, ho un doppio ruolo, principalmente suono l’acustica ma mi devo portare pure il mio amato adorato idolatrato basso elettrico, il mio fedele Ampex Micro Svt e la pedaliera che uso per inserire colori e atmosfere.

Senza dimenticare che alcuni dei locali che visiteremo nei prossimi giorni è sfornito di impianto, così, insieme a Luigi, abbiamo approntato un impianto audio fatto di mixer e due casse con relativi stativi ( gli stand per tenerle alzate), cavi ( spesso le migliori intenzioni si scontrano con la mancanza di un cavo o di una ciabatta di alimentazione) una cassa monitor detta anche spia per sentire quello che facciamo, la valigia delle percussioni di Luigi, la sua chitarra, aste dei microfoni, un flight case per il merchandising, zaini.

Caffè veloce veloce con parcheggio in doppia fila e poi via a caricare Robby (Pellati ndr) che incontreremo al parcheggio scambiatore di Modena Nord, già in modalità direzione sud ma con il solito “sgrillo”, qui ho bisogno di qualche riga in più per spiegarvi di cosa si tratta. Con Robby, l’ho scritto in un mio precedente post, si suona insieme da oltre trenta anni e lui è da sempre caratterizzato da questo disagio, che consiste in una puntualità estrema, circa dieci quindici minuti di anticipo sull’orario fissato, e  fin qui non è affatto un difetto per un batterista, ma lo diventa quando questo continuo stato di agitazione e di fretta forsennata fa sì che,mentre imbocchi l’autostrada dopo aver caricato caramelle, rullante, un tom, la gran cassa della batteria, il charleston, la solita messe di aste che pesano come il portone di San Pietro in Roma, la valigia e il batterista stesso, il suo stato d’animo sia quello che lo fa accelerare pensando già al trasferimento di domani e domani pensa già a quello del giorno dopo e così via.

E’ sempre stato così e la cosa ha le sue conseguenze. Tipo che all’ultima data vedrà un povero tamburo abbandonato su un tavolo per la fretta.

Ma sto accelerando troppo.

Ora c’è l’autostrada, Luigi che guida con calma partenopea e Robby a fianco che, parla.

Io intanto sto dietro.

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Mi guardo attorno, penso alla scaletta dei brani scelti per l’esordio di questa nuova avventura, tento di visualizzare il concerto, le sue fasi, la parte iniziale, più acustica, la parte elettrica, ove imbraccerà’ il mio mio basso e so che, per quanto visualizzi con efficacia, non posso immaginare cosa vorrà dire tra sette otto ore suonare.

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Dopo aver incontrato il mare alla nostra sinistra, dopo qualche Sarni assortito, due o tre caffè qualche toilette e diecimila parole, dopo aver schiantato la batteria dell’iphone eccoci che parcheggiamo davanti al Mesalibre di Gioia del Colle, in provincia di Bari

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Tutto quello che abbiamo incastrato e caricato, è da mettere sul palco. Solo che alla fine ti accorgi che sul palco ci sta solo Robby e così mi metto sotto la postazione ma a fianco ho la porta di ingresso…ecco cosa vuol dire il live.

Ma alla fine troviamo una bella sistemazione, lo staff del locale è gentilissimo e ospitale e, finito il soundcheck c’è il tempo per una buona ora di relax e doccia, qui in genere si verificano le sorprese più brucianti. La sistemazione per la notte di due cinquantenni deve sottostare a una condizione assoluta e unica, può’ essere un albergo a una stella, una pensione, un fottuto bed and breakfast abusivo, una abitazione privata ma, dopo circa trenta anni di strada in servizio attivo, io e Robby dobbiamo avere camere singole.

Suoniamo meglio così, siamo pronti a dialogare col groove solo se non dobbiamo sopportarci l’un l’altro di notte…

A Gioia del Colle abbiamo avuto una ospitalità straordinaria in un bellissimo b&b chiamato Il Ciaccio.

Gioia Del Colle si è rivelata un piccolo gioiello, vicoletti immutati da secoli, cattedrali, gente calorosa e una nuova puntina piantata tra le meraviglie della nostra Italia.

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Alle ventuno appuntamento al locale per la cena, prima di noi si esibirà un giovane cantautore di nome Davide Brienza e mentre si mangia ci si confronta con la sua giovanissima età, mentre tristemente io e Robby capiamo che il padre, che lo accompagna in auto, è più giovane di noi.

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Il concerto parte, e gli ultimi minuti sono come quando sei sul trampolino e ti dici che, in fondo, non salterai, no, proprio no e poi sei in volo e entri in acqua.

La prima canzone è la prima traccia del mio nuovo cd e mi pare che funzioni, si tratta di “Henry’s Siege Mentality” e prende il concetto dal lavoro poetico di John Berryman, il concetto di mentalità assediato del povero Henry mi pare racchiuda il sentimento comune.

Ed ecco il primo consiglio amici musicisti ma anche amiche, ci si lamenta sempre di quanto sia difficile suonare live per delle produzioni indipendenti come le nostre, lo sottolineo, la mia proposta con Robby, musica cantautore in inglese, è un vero suicidio commerciale ma lo sappiamo, insomma, se volete trovare date, dovete andare a vedere concerti, capire chi li organizza, in quali condizioni e proporvi a loro senza telefonare o pretendendo di organizzare date scrivendo su Facebook, no, si deve uscire.

Fine del messaggio interno. Il concerto finisce dopo che ho adeguatamente maltrattato il mio stiloso Fender Jazz Bass Sunburst e Robby che groova.

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Si suda, si parla con le persone che hanno guardato lo spettacolo, ci si fotografa, si vendono cd e magliette,  e ci si ritrova, ci si accorda per ricaricare il furgone domattina così lasciamo gli strumenti al caldo e,  con ancora l’adrenalina in circolo, sei seduto sul letto a pensare a un paio di errori che domani devi evitare e poi voglio anche…zzzz

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Alle otto sei in piedi e giri come un alieno per le strade di Gioia del Colle, ti bevi un caffè, pensi a Francesca che sta girando il prossimo film di Daniele Vicari a Roma e pensi ad Angelo che dovrebbe essere a scuola. Cerchi un calzolaio che ti hanno detto essere vicino all’incrocio, fai foto di Gioia Del Colle e poi sei seduto su uno sgabello senza uno stivale mentre il gentile calzolaio ti aggiusta il soprattacco.

E’ tempo di incontrarci per ricaricare, sono le dieci e il trasferimento verso Sessa Aurunca in provincia di Caserta incombe.

Alessia del Mesalibre ci apre il locale e così, con Luigi e Robby rifacciamo il load in, insomma, facciamo i facchini, dove le metto le chitarre?  E l’ampli?

Siamo in autostrada ora.

Le grandi pale eoliche oggi sono ferme, la strada e una bella visione di possibilità, mentre viaggiamo ci confrontiamo sulle cose da cambiare, cosa togliere e cosa mettere. Quale pezzo l’ho iniziato troppo veloce e quale è andato in una bella direzione grazie a un loop fatto con i miei pedali.

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Qualche caffè dopo e un panino veloce, un rabbocco di gasolio e un salasso di tariffa autostradale e siamo al Caffè Ducale di Sessa Aurunca, un paesino in collina, stasera si suona in un dehor esterno riscaldato, davanti al bar.

E’ ora di ricaricare e allestire, mentre veniamo raggiunti da Feliciano (Grella) bassista degli Spaccailsilenzio e fratello di Luigi che, grazie a Blablacar ci raggiunge per aiutarci col suono esterno.

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Il suo apporto sarà preziosissimo e gradito oltre misura.

Per quel che riguarda la sistemazione c’è qualche piccolo imprevisto, infatti non si erano capiti Luigi e Zeno che è il proprietario del Caffè Ducale così ci chiede di aspettare mentre rassetta e sistema un piccolo appartamento  che si è fatto prestare da un amico e nel quale troveremo due camere separate per me e Robby.

Soundcheck effettuato con successo.

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Ci portano alla casa e ci sono i letti ma c’è pure un freddo micidiale e un bagno con dentro due o tre pinguini e un orso polare.

Ci adattiamo sapendo che ci toccherà dormire vestiti ma va bene, that’s r’n’r senno’ stai a casa.

In pochi minuti sei a mangiare una pizza perché ci raggiunge Enzo Scrima, amico fraterno e collaboratore strettissimo di Edoardo Bennato, parliamo di musica, di Napoli e di quando ci rivedremo e poi, in pochi minuti, siamo dentro al concerto.

Ci scaldiamo con il suono della mia musica e Robby spazzola e picchia la sua Cvl ( batteria artigianale italiana) mentre Luigi sembra voler demolire la sua chitarra.

Finiamo e vendiamo i cd, le magliette, facciamo le foto e poi c’è da ricaricare il furgone che stasera viene parcheggiato dentro il cortile ove dormiranno Luigi Feli e Giuseppe che viaggia con noi facendo foto.

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Dopo pochi attimi sei seduto al freddo sul letto e  ascolti Robby russare come  un grizzly.

Ripensi al concerto, lo visualizzi e poi ti addormenti.

Con l’avanzare dell’età, non ti è più possibile dormire fino a tardi, rimani in modalità padre e alle otto sei già sotto la doccia.

Oggi ci trasferiremo a Costacciaro in provincia di Perugia, a La Caciara . Inutile sollecitare la “Grella Productions”, tanto siamo in anticipo, trovi ospitalità al Caffè Ducale dove ti fai viziare di caffè e spremuta d’arancia, ripensi alla scaletta mentre prendi appunti, fai conti di spese, leggi e pensi allo spettacolo odierno, vieni raggiunto da Robby, che prende un caffè e parte per una visita alla cattedrale e poi da tutto il resto, in men che non si dica sei di nuovo in autostrada.

Costacciaro è un altro traguardo, paesino di mille anime, il locale è un bel locale, lo raggiungete alle cinque del pomeriggio e dovete ricaricare tutto!

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Allestimento, sistemazione, soundcheck e via che ci si sposta per un’ora al bed and breakfast ove dormiremo tutti.

Sistemazione ottima, i carabinieri ci visitano perché hanno visto un furgone sospetto aggirarsi nei paraggi. Rapida spiegazione ( in fondo siamo le vittime dei ladri noi che suoniamo no?).

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Alle nove e mezzo cena e poi c’è un trio acustico che apre lo spettacolo proponendo pezzi di cantautori italiani e qualche canzone di Luciano.

Alle dieci e mezzo partiamo noi tre e da subito capisci che farà caldo, il concerto è più rock e scatenato degli altri due, con punte noisy inusitate, una cover di With Or Without You fatta a valzer e una successione di brani che credo sia riuscita, soprattutto con la chiusura del mio brano “All The Same”.

Facebook / Lui – via Iframely

 

Finisce, saluti e abbracci e si va a dormire, lasciando il materiale dentro al locale.

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Luigi rimane a La Caciara, adducendo strane riunioni con il gestore del locale, noi andiamo al b&b con Feli e Giuseppe, dopo dieci minuti sono seduto sul letto e…vabbè il resto lo conoscete.

Alla mattina, sveglia solita, io e Robby siamo in cucina a bere un caffè offerto dalla proprietaria e dal marito, nessun segno di vita da parte della Grella Productions. Gli diamo dieci minuti e poi, notata un vecchia tromba, il proprietario strombazza e la camera si apre. Luigi è degno di un massaggio cardiaco, Feli è sveglio ma incosciente.

Dopo un’ora siamo in viaggio verso la quarta data, andiamo al Bar Il Portico di Castelnuovo Nè Monti deep in the appennino reggiano, si va a trovare Manuel Luso Lusenti e sua mamma Odette.

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Il Portico è un meraviglioso bar ove il grande (si fa per dire) Luso gestisce con fermezza uno spettacolo di proposta enogastronomica. E’ dieci anni che io e Robby, con varie formazioni, ci suoniamo. Ci ho portato un paio di ottimi musicisti e amici americani dal consumo alcolico vicino al criminale e il Luso li ha schiantati, è lì che ho visto Danny Montgomery rovesciare non visto un bicchierino di cognac dentro una pianta, un oltraggio alla sua religione. Da sempre, una delle missioni del Luso ma anche di Odette, è quella di fare bere Robby e me. Robby declama e sottolinea ai quattro venti il fatto che lui è astemio e così l’Odette si ostina a volergli far bere il suo amato limoncello, per non smentirsi, al nostro arrivo alle cinque del pomeriggio, dopo essere solo passati da Modena senza potersi fermare dacchè sarebbe inutile, ecco l’Odette che ci accoglie sfoderando una bottiglia di Kalhua, un liquore al caffè dal lignaggio seventies e quello è solo l’antipasto, dacché il Luso, non visto, infilerà birre e birrette in mano a tutti quelli che gli capitano sotto tiro, anche il sottoscritto, qualcuna deve essere ancora intatta dentro la custodia del basso.

A proposito, c’è da scaricare il furgone, allestire, soundcheck e via andare. Stasera si rientra, sarebbe meglio dire domattina, in ogni caso, allestiamo, facciamo il soundcheck e siamo pronti per una cena di quelle vere, anche se mangiare e bere a questi livelli prima di suonare non è il massimo.

Non facciamo in tempo a pensare che il concerto deve iniziare e partiamo. Robby nel corso della serata ballerà un valzer con l’Odette, il Luso servirà un numero “n” di birre e la gente applaudirà e parlerà con noi, alla fine, provate a indovinare…c’è da ricaricare e alle tre del mattino sei a casa, dentro al tuo letto, con a fianco Francesca e pensi che davvero sei un uomo fortunato.

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La musica è magia, condivisione, vittoria di un gruppo sopra all’idea del singolo, eroici musicisti come Robby e Luigi, Feli e tutti gli altri che si spendono per una causa che li fa stare bene e che fa stare meglio le persone.

Gente che ho avuto a fianco davanti a 150.000 persone che suona con la stessa passione davanti a venti persone. Gente che ci crede.

Questo è il mio mestiere.

Per dirla con Luciano, questa è la mia vita.

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Antonio
Bassista, cantante, scrittore. Trenta anni di rock’n’roll on the road! Dai Rocking Chairs a Luciano Ligabue, tante note e tante storie di r'n'r!