Un posto sicuro. Ma indeciso

La tragedia dell'amianto a Casale, storie private e pubblici disastri

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Un posto sicuro
di Francesco Ghiaccio
con Marco D’Amore, Giorgio Colangeli, Matilde Gioli
Voto 5

Un vecchio operaio collassa in una macchina mentre un giovane clown da feste intreccia una relazione con una neolaureata. Il clown è ovviamente triste e la ragazza rischia di uscire malamente di scena. L’operaio è il padre del clown e sta morendo per un tumore procurato dell’amianto respirato in tanti anni nella fabbrica di Casale Monferrato, il “posto sicuro” (ambito da una generazione di lavoratori) che invece continua a uccidere a distanza di anni. Figlio e padre non si parlavano più. Il film è indeciso se trattare come un documentario di denuncia la questione di Casale (e dell’amianto, del processo infinito che si è chiuso per l’ennesima volta alla faccia delle vittime senza colpevoli e senza rimborsi), o seguire la storia del clown che non sa amare, o tracciare il percorso di un figlio che recupera l’immagine del padre (la memoria,  l’amicizia, l’affetto), o fare quasi un altro film sulla messa in scena di un monologo teatrale sul tema dell’amianto. Nel dubbio il regista segue tutte e quattro le piste e riesce a farcele dispiacere tutte, perché in certi momenti, con tutto il rispetto per il tema doloroso e impegnato, stridono o annoiano. Peccato. Ma è un’opera prima.

YouTube / parthénos distribuzione – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori