La favola di Rhémy de Noël

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L’Italia è un paese straordinariamente ricco di tradizioni. Andando in giro per valli e contrade si scopre sempre qualcosa di nuovo. Recentemente, per esempio, ho scoperto la favola di Rhémy de Noël, il Babbo Natale di Courmayeur. L’ho scoperta un paio d’anni fa cenando in una baita dove propongono tipiche ricette valdostane e che regala una stupenda vista sul Monte Bianco. Quella sera c’era pure un altro “plus”: tra una portata e l’altra gli ospiti venivano intrattenuti da un contastorie affiancato da un fisarmonicista che ha raccontato appunto la favola di Rhémy, il cui incipit è: “Quella volta non voleva proprio nevicare…”. Perché la neve in montagna vale più del petrolio. E c’è poco da fare: le montagne quando sono innevate sono magiche, e fanno tornare tutti un po’ bambini. Anche chi, come me, in Babbo Natale ha smesso di crederci già da un pezzo, prova una piccola emozione quando vede spuntarne uno in carne ed ossa.

Essendo piuttosto lunga, non ve la racconto per intero la favola di Rhémy de Noël. Salto direttamente alla fine, quando il Gigante ebbe la grande idea: «Tu ogni notte di Natale riempirai la slitta di doni a con le renne, senza farti vedere da nessuno, volerai fra i tetti ed i comignoli che conosci così bene e lascerai un dono ad ogni bambino che avrà acceso una lanterna. Che cosa ne pensi Rhémy?».

«Penso che questa sia davvero una notte molto, molto speciale amico mio», rispose Noël. «Non perdiamo tempo dunque, e mettiamoci al lavoro».

E quella per Courmayeur fu davvero una notte molto speciale…

Mentre la neve lenta e paziente ricopriva tutto il paese Henry, Émile e Joeph guardando dalle loro case verso la fine del ghiacciaio ebbero l’impressione di vedere Rhémy de Noël seduto sulle ginocchia di uno strano Gigante.

Sapevano che da lassù era stato lui a far loro il regalo di quella meravigliosa nevicata. E l’anno successivo sapevano anche che era certamente il vecchio Noël a calarsi dai tetti per portare i doni ai bambini la notte di Natale.

Da allora in poi, in molti si avventurarono sul Monte Bianco alla ricerca del Gigante, di Rhémy de Noël, della casa dove i doni di Natale ancora oggi vengono fabbricati, ma… Nulla… Nessuno li vide mai, né mai trovò il deposito dei desideri.

Ancora oggi vale la pena, nella notte di Natale, guardare verso il Brenva o il Père Eternel, per scorgere, chissà, Rhémy de Noël mentre con la sua slitta scende a portare i doni a tutti i bambini che hanno acceso una lanterna per lui.

(Questa fiaba è stata scritta da Federica Busa e Massimo Sottile e illustrata da Francesca Sorrentino. Nel Deposito dei Desideri sotto al Dente del Gigante sono custodite tutte le letterine. Chi vuole inviare la sua, può indirizzarla a Rhémy de Noël, Babbo Natale di Courmayeur, 11013 Monte Bianco, Valle d’Aosta. Non bisogna necessariamente essere bimbi: io la mia gliel’ho già spedita).

Clicca qui per vedere il video di Rhémy de Noël

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".