La milanesità di Folco Orselli

Un artista vero, fuori dalle kermesse canore, un talento che ama esprimersi dal vivo, come farà il 19 dicembre a Milano, la sua amata città

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Outside is my side
di Folco Orselli (Muso Records)
voto: 7,5

Nuove canzoni per Folco Orselli nell’album Outside is my side, il suo quinto dall’esordio con La stirpe di Caino del 1997. Niente di convenzionale ascoltando Orselli, che parte subito con un brano complesso, lungo quasi otto minuti, dal titolo improbabile: Legato a un palo della luce/gatto rotto ouverture. Una piccola suite dove succede di tutto, ritmo e poesia, ambientato nella sua Milano, certamente a ore notturne. Proprio a Milano l’artista è stato protagonista di una serie di incontri alla Salumeria della Musica in compagnia di Carlo Fava e Claudio Sanfilippo. Il disco che ne documenta l’attività lo hanno chiamato Scuola Milanese e prossimamente è prevista l’uscita di un documentario video dell’intera rassegna musicale.
Una vecchia storia (d’amore di noi) è il brano che segue, con in mente il primo Joe Cocker, quello di Mad Dog & Englishmen, con una predominante dell’organo Hammond e tanto blues. Ancora blues, più ritmico e grintoso, quello di Il lupo per arrivare alla canzone dell’appartenenza, quella di Gli artisti di strada, a cui Orselli guarda con ammirazione, accompagnando la musica con un carillon.
E veniamo al vero omaggio, all’artista che più di tutti ha determinato la sua cifra stilistica, a Jannacci di Quello che canta Onliù, per scoprire che le affinità sono tante, al punto che la canzone non sembra una cover: è in perfetto stile con il resto dell’album.
Sussurrata la successiva Vecchi vestiti nuovi, a parlare d’amore con stupore, anticipando la canzone in stile Jazz di Piove, con una tromba che ricorda Chet Baker, frequentatore di locali milanesi come il Santa Tecla e il Capolinea.
Dopo Le spose mie, brano che vive di trasporto sentimentale, arriva Foglie, dove Orselli assume ruolo di interprete, per un brano da chansonnier, con l’accompagnamento alla melodica di Enzo Messina. Ma tra le varie anime di Orselli emerge quella dello “sballo” dell’essere “fuori”, come succede nell’apoteosi sonora e lirica di Hooligan. E siamo a Song pour elle, tra Jannacci e Paolo Conte, degna conclusione di un album che l’artista porta in scena sabato 19 dicembre al Serraglio di Milano (Via Gualdo Priorato 5).

 

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Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).