Oggi il cinema(tografo) compie 120 anni

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Oggi il cinema(tografo) compie 120 anni: il 28 dicembre 1895 al Salon indien del Grand Café in Boulevard des Capucines a Parigi i fratelli Auguste e Louis Lumière tennero la prima proiezione pubblica del “Cinematografo”, cioè immagini in movimento proiettate su uno schermo bianco. I brevi film dei Lumière in realtà erano “vedute animate”, cioè riprese realistiche di persone o paesaggi della durata di circa 50 secondi. Non c’era montaggio: la scena consisteva in un’unica inquadratura fissa. Il tutto aveva ben poco da spartire con il cinema così come lo intendiamo oggi, non c’era nemmeno il sonoro, che sarebbe arrivato soltanto nel 1927. Però quel giorno veniva al mondo una nuova arte, che col passare degli anni avrebbe conquistato miliardi di persone in tutto il mondo (chi non ha mai visto un film?) diventando sempre più popolare: basti dire che Star wars: il risveglio della forza in poco più di una settimana ha incassato nel mondo la stratosferica cifra di un miliardo di dollari.

Ma torniamo a quel magico giorno del 1895. Prima dei fratelli Lumière, Thomas Edison aveva già inventando il kinetoscopio, una macchina dentro la quale si potevano vedere immagini in movimento, però non potevano essere proiettate. I fratelli riuscirono invece a costruire un meccanismo che rendeva possibile tutto ciò e, dopo numerosi esperimenti, il 28 dicembre organizzarono la prima proiezione pubblica di dieci cortometraggi girati da loro: iniziarono con La Sortie de l’usine Lumière à Lyon (“L’uscita dalle officine Lumière a Lione”), per proseguire con altri nove filmati fra cui una comica, L’arroseur arrosè (“L’innaffiatore innaffiato”).

Uno dei filmati che col tempo sarebbero diventati più famosi si intitolava Arrivée d’un train en gare à La Ciotat (“L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat”). Eccolo:

YouTube / Sguardo Chiaro – via Iframely

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Redazione
Spettakolo! nasce nel 2015 e si occupa di cinema, musica, travel, hi-tech. Alla Redazione di Spettakolo! collaborano varie figure del mondo del giornalismo (e non) desiderose di raccontare tutto ciò che per loro è "spettacolo" (appunto).