Bruce: “Tu lo sai se vengo in Italia?”

1120
2

Allora facciamo un gioco, tanto sono giorni di vacanze natalizie questi (più o meno) e si gioca. Dopo la partecipazione di Bruce agli show televisivi più popolari d’America, il “Jimmy Fallon Show” e il “Saturday Night Live” (di cui abbiamo ampiamente parlato anche qui), e l’annuncio “ufficiale” del suo tour negli States, le voci di un suo arrivo in Italia si sono intensificate. Soprattutto si sono moltiplicate, amplificate, rincorse come impazzite. E allora oggi proviamo a divertirci anche noi. Senza urtare la suscettibilità di nessuno, senza illudere né prendere in giro nessuno, soprattutto i fans, gli amanti e gli appassionati del Boss, quelli che meritano – veramente – più di qualsiasi altra persona, rispetto e sincerità. Anche perché sono quelli che in questi momenti (ovvero nelle ore/giorni/settimane che precedono eventuali annunci di uscite discografiche e/o concerti) vivono uno stato d’ansia difficilmente comprensibile per i non-Springsteeniani.

Dunque, cominciamo a giocare. Ognuno dice la sua, le mettiamo tutte insieme, e vediamo chi azzeccherà il pronostico. Iniziamo dai dati certi: Bruce ha pubblicato lo scorso 4 dicembre il box “The Ties That Bind: The River Collection”, contestualmente ha annunciato sul suo sito il tour americano: 24 date distribuite tra la Pennsylvania e la California con doppia data a New York (24 e 27 gennaio, Madison Square Garden) e a Los Angeles per il gran finale del 15 e 17 marzo alla Memorial Sports Arena. Qualche giorno dopo, il 9 dicembre, Bruce interviene telefonicamente alla E Street Radio e parla del tour, di come sia nato quasi per caso (“Quando abbiamo realizzato il box – dice – non c’era in programma nessun tour, poi abbiamo pensato che potevamo fare una data a New York, così tanto per divertirci, poi be’ facciamo un’altra, allora potremmo fare pure questa e questa… “), del disco, di quanta musica facessero all’epoca, della band, di quanto gli manchi suonare con loro e dei suoi progetti che prevedono anche un disco da solo (“…a solo project I’ve been workin’ on…”). Tenete bene a mente quest’ultima frase (poi vedremo perché) e cominciamo ad inserire elementi non certi ma facendo 1+1+1: da sempre ad ogni uscita discografica del Boss fa seguito un tour, da sempre – anzi dal 1975 quando venne per la prima volta in Europa – Bruce ama l’Europa e adora suonare qui, soprattutto in Italia. Quindi se all’uscita del box ha fatto seguito l’annuncio del tour americano, è altamente probabile – quasi certo – che a questo faccia seguito un tour mondiale e quindi europeo e di conseguenza italiano. Sarà un’unica grande data (come fece a Milano il 21 giugno del 1985 per la storica e leggendaria prima volta in Italia) o una mini tournée come ha fatto in tutti i successivi tour? E qui iniziano le voci:

  1. Unica data all’Autodromo di Imola. NO! Smentita categorica con conseguente retromarcia che fa intuire che forse sì, potrebbe essere un’opzione, anzi l’unica possibilità… Allora Bruce arriverebbe d’estate e proseguirebbe quindi il The River Collection Tour (suonando quindi dal vivo tutto il doppio album omonimo più gli inediti e gli outtakes contenuti nel cofanetto? Del resto lo ha detto lui stesso in radio che in quel periodo hanno fatto un sacco di musica!).
  2. Milano, Stadio San Siro (per noi fans non sarà mai il “G. Meazza”…) tra la fine di giugno e l’inizio di luglio visto che si è liberato uno spazio già preso da tempo da altri, che però hanno rinunciato all’Europa (maledetti terroristi!)… NO! Chi lo ha mai detto? Certo, mi risulta difficile (e anche un po’ insopportabile) pensare e credere che Bruce venga in Italia e non suoni nello stadio più bello del mondo dal punto di vista dell’emotività e della passione musicale.
  3. Roma, Circo Massimo!!!! E’ l’ultima notizia, in ordine di tempo, ed è molto suggestiva come ipotesi… NO! A Roma c’è già il Giubileo, il pericolo terrorismo, i vigili che si danno malati, le buche, gli storni, il guano, le targhe alterne, i cassonetti della spazzatura che strabordano (e non facciamo nemmeno la differenziata!!!)… e poi manca il Sindaco, quindi come arriverebbe Bruce, in virtù dello Spirito Santo? Potrebbe anche essere visto che abbiamo una certa vicinanza col Vaticano… NO! Il Circo Massimo no, dovesse vincere lo scudetto la Roma – poi – ci sarebbero milioni di tifosi giallorossi a festeggiare per almeno 5 mesi proprio lì e Bruce dove lo mettiamo?

Certo però che se dovesse veramente pubblicare un disco da solo (a primavera o giù di lì) allora mi sa che ha ragione chi mi ha detto che Bruce suonerà in Italia il 6 aprile e a Parigi il 30 dello stesso mese… In quel periodo effettivamente gli stadi sono ancora appannaggio delle squadre di calcio ma i teatri e i palasport no, e se si tratta di un album solista anche il tour sarebbe privo della E Street Band proprio perché andrebbe a supportare il nuovo lavoro. Mmm, mmm…  Cosa dobbiamo pensare allora? Nulla. Mettiamoci – per quanto sia possibile – l’anima in pace, facciamo meditazione e attendiamo fiduciosi. Personalmente credo solo a quello che vedo, quindi fino a che non vedrò sulla homepage del sito ufficiale (www.brucespringsteen.net) le date del tour europeo non mi preoccupo di voci false e tendenziose e di smentite e ammiccamenti altrettanto falsi e tendenziosi. Mi “accontento” – e mi fido – del mio istinto, del mio intuito e della mia conoscenza dell’artista Springsteen, uno che non delude mai le aspettative. Senza illudere, né ingannare nessuno. E intanto provo ad organizzarmi per andarlo a vedere negli States, anche se i prezzi dei biglietti (che si trovano ormai solo nel secondary market) sono proibitivi ma di questo parleremo nei prossimi giorni.

Buon Anno a tutti e che il 2016 sia (di nuovo, ancora) l’anno di Bruce!
Tour US

CONDIVIDI
Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.
  • Stefania

    Scusami ma sbaglio o all’album High Hopes non è seguito nessun tour europeo?

  • Andrea De Petris

    Tutto può essere, ma sull’ultima obiezione da te posta ad un NO al Circo Massimo (lo scudetto della Roma) puoi stare tranquilla: ci sono più probabilità che Bruce faccia un disco di cover di Gigi D’Alessio.