Tutto il Bowie che ascoltate nei telefilm

La stella nera del duca bianco ci accompagna anche in televisione

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Da Mad Men a E.R, da C.S.I. a Criminal Minds, da Dexter a Nip/Tuck, non c’è serie tv che non abbia avuto tra le sue musiche una canzone di David Bowie. Tant’è che alla fin fine il genio di Brixton aveva ceduto alla tentazione e composto il brano originale che accompagna i titoli di testa della recente serie The Last Panthers. Ma a parte questo episodio, tutti hanno attinto dal repertorio di Bowie, non c’è scena che non sia sottolineata dalla sua voce o dalle sue note. Crowley, il demone dagli occhi rossi di Supernatural, intona Changes incatenato ad una sedia nel corso del ventitreesimo episodio dell’ottava stagione. La stessa canzone si ascolta in Big Love, seconda stagione episodio Un futuro in gioco, e in Dexter nel corso dell’episodio La scelta. Quest’ultima serie aveva così affascinato Bowie tanto da chiamare come protagonista del suo musical Lazarus proprio l’attore protagonista, Michael C. Hall. Hallo Spaceboy compare nel finale della seconda stagione di CSI quando Grissom è alle prese col cadavere di una homeless, mentre Space Oddity chiude il dodicesimo episodio della settima e ultima stagione di Mad Men, quando Don continua il suo viaggio in auto e dà un passaggio ad un autostoppista per dirigersi a Saint Paul, Minnesota. Lo stesso brano si ritrova in E.R., Medium e Supernatural. L’elenco è lungo, da Starman in Doctor Who e Torchwood, a Ashes to ashes in Gilmore Girls, da Fame che in Nip/Tuck parte quando nel finale dell’episodio Candy Richards Coleen si introduce nella sala operatoria e accoltella Sean, a Heroes che risuona in Criminal Minds, quando alla fine dell’episodio Penelope (terza stagione) Garcia e Kevin Lynch si incontrano.

YouTube / Sky Atlantic – via Iframely

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Tobia Dell'Olio
Sono del '68 e ascolto musica da sempre. La mia prima cassetta aveva sul lato a gli Alan Parson Project e sul b gli Imagination. Poi nel '79 la folgorazione grazie (infinite grazie, tantissime grazie!) all'insistenza di mio fratello: i Pink Floyd. Non contento negli anni successivi mi portò a spasso anche nel jazz e nella fusion. Da lì non mi sono più fermato, divorando ogni giorno musica e con la possibilità di farla ascoltare a tantissima gente grazie alla radio. Lavoravo infatti come speaker e mettevo "on air" la musica che più mi piaceva, senza imposizioni. Poco dopo ho iniziato a scrivere di musica e da circa 6/7 anni anche di serie tv e ho deciso di coinvolgervi in questa doppia mia passione.