E io mi aspetto l’Oscar! O almeno la cinquina…

Nostre predizioni e illusioni nel giorno delle candidature

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Chi va all’Oscar il 28 febbraio? Per fare le predizioni più che la palla di cristallo di solito si usa il Globo d’oro, cioè i Golden Globe (appena assegnati), che riescono a dare un’idea (spesso confermata) di chi piace e verrà messo in cinquina. Le 24 categorie verranno comunicate dalle 14.30 ora italiana di oggi. Troppe. Limitiamoci a 5. Film, attrici, attori e i registi. I blog e le testate americane  sono quasi convergenti: i tradizionalisti optano per certi film, gli indipendenti tifano per altri, ma alla fine son sempre quei titoli. Ecco un elenco a ruota libera: partiamo dai film e parliamo di attori e registi. Quelli per cui tifiamo hanno una stellina
Il caso Spotlight di Tom McCarthy. Giornalismo di una volta (una leggenda, forse…), alle prese con lo scandalo dei preti pedofili a Boston. Niente Golden Globe, ma forse è una strategia per votarlo ora. Per noi carino, per alcuni scandaloso?
Revenant di Alejandro González Iñárritu. Quasi ovvio. Sarebbe la volta buona per DiCaprio a digiuno di statuette. Sarebbe l’ennesima nomination per il regista (e nel caso il secondo Oscar di fila). Ambedue Golden Globe: potrebbe essere una strategia per non dargli niente il 28 febbraio.
Il ponte delle spie di Steven Spielberg. Per molti è ormai il cinema di papà, massimo rispetto e ciao… Invece il papà potrebbe riservare sorprese.
Il Marziano di Ridley Scott. Golden Globe al film e per alcuni sbagliato (non è vero: è una commedia di fantascienza: il genere è commedia, fantascienza è la posizione temporale…). Il Golden Globe l’ha avuto anche Damon. In cinquina ci sarà di sicuro. All’Oscar non è detto.
Mad Max Fury Road di George Miller. Zampata del vecchio leone Miller. Se hanno dato il Globo a Stallone, potrebbero dare l’Oscar a Miller. Gli Indie ritengono che sia tout court la novità dell’anno.
STEVE JOBS ✮ di Danny Boyle. Due Golden Globe, ma niente all’attore principale. Speriamo che sia stata una strategia per dargli un Oscar (ma come avete capito dalla stellina è una nostra illusione…). Per noi necessaria la nomination ad attore e sceneggiatura.
La grande scommessa  ✮  di Adam McKay. Film geniale sull’economia, ma la grande scommessa è proprio fare questo genere di film brillante a base di sigle dell’economia. Noi tifiamo per lui dopo Steve Jobs. E riteniamo Steve Carrell degno di una neuro-nomination. Ma senza speranza.
Carol di Todd Haynes. Snobbatissimo ai Golden Globe, gelido, estetico, anche se non mettono in lista se ne fregherà e snobberà lui l’Oscar.
Straight Outta Compton il film sui rapper. Per molti indie è un capolavoro da riconoscere. Auguri.
Sicario di Denis Villeneuve. Sarebbe una scelta di coraggio, perché non è da questo film che il regista canadese scardina alcune regole del film d’azione con vera eleganza. Ma forse l’Oscar non è il luogo giusto per lui.


Danish Girl. La storia del primo transex ufficiale è un eccellente veicolo per la nomination all’attore (attrice?) protagonista, Eddie Redmayne. Oltre non ce la sentiamo di predire.
Star Wars il ritorno della forza. È stato messo in elenco da molti. Possibilità? Dipende da quanto la lobby dei fan può pressare l’Academy come ha fatto con Abrams. Ma con questi incassi, che pretendono di più?
Inside Out. II piccolo gioiellino d’animazione di “neuroscienze per tutti” è in molte liste è amolto amato e molo odiato.  Secondo alcuni per colpa sua Anomalisa non entrerà in quelle liste. Staremo a vedere.
Ex Machina. Scelta inattesa. Mooolto indie, molto tecnologico e freddo. Eppure, come miglior automa protagonista la Vikander sarebbe papabile più che in Danish Girl,
The Hateful Eight di Quentin Tarantino che prende per i fondelli i film tratti dai libri di Agatha Christie in cocktail western con una spruzzata di critica storica in salsa di sangue. Sarebbe un tentativo interessante, ma…
Joy di David O’Russell. Per molti l’interpretazione di Jennifer Lawrence, che inventa tra lacrime e sangue il mocho strizzabile per lavare i pavimenti, è da cinquina se non da Oscar. Il discorso è complesso e riguarda anche il regista: sarebbe una nomination alla teoria della gestione del caos. Ma ne riparleremo.

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori