Springsteen inizia il tour con l’omaggio a David Bowie: “Hot tramps, I love you so…”

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A leggere stamattina le cronache del primo concerto del nuovo tour di Bruce, tenutosi ieri a Pittsburgh, c’è da essere più che felici: il Boss è in forma smagliante e lo ha dimostrato proprio ieri sera con uno show di 34 canzoni durato – come di consueto (per lui, ovvio) – ben oltre le 3 ore.  Chi temeva quindi che con l’inevitabile passare degli anni le sue performance potessero appannarsi, per fortuna si ricrederà. Springsteen ha iniziato puntualissimo come sempre alle 8 al Consol Energy Center mai così pieno, con Meet Me In The City, dopodiché ha detto al suo pubblico: “Stasera vi porteremo al fiume, siete  pronti ad essere trasformati?”. Un boato di Yeaahh è stata la risposta  arrivata da ogni angolo del Consol. Bruce allora ha ripreso  il microfono per dire cosa è stato The River: “Questo era il disco in cui stavo cercando di capire quale fosse il mio posto. Volevo fare un album che fosse abbastanza grande che si sentisse come la VITA o come uno show della E Street Band..”  E ha attaccatto The Ties That Bind. Via via, un pezzo dopo l’altro, è stato sciorinato tutto il doppio The River con l’aggiunta di Badlands, Wrecking Ball, Backstreets, Because The Night, Brilliant Disguise, The Rising, Thunder Road.

Ma è al momento del bis che arriva il vero colpo di teatro, e non poteva essere altrimenti. Da grande artista e da grandissimo uomo qual è, Bruce non poteva non rendere omaggio all’immenso artista scomparso unas ettimana fa, ovvero David Bowie. Lo ha ricordato raccontando il loro incontro nel 1973, quando Bowie registrava a Philadelphia l’album Young Americans (ne abbiamo parlato proprio in questa rubrica) e dedicandogli la canzone forse più rock che il Duca Bianco abbia mai composto: Rebel, Rebel. Un tripudio assoluto con tutta la folla a gridare all’unisono: Hot tramps, I love you so!

YouTube / 3guysandamovie – via Iframely

Per la cronaca gli altri pezzi fatti nei bis sono stati Bobby Jean, Dancing In The Dark, Born To Run, Rosalita e l’infinita Shout.

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.