Il figlio di Saul. La morte fuori fuoco

Breve vita nella morte di un sonderkommando ad Auschwitz

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Il figlio di Saul
di László Nemes
con Géza Röhrig, Levente Molnar, Urs Rechn, Todd Charmont, Sandor Zsoter
Voto 8

 

Corpi vivi che arrivano, dividerli, guidarli, spogliarli, inviarli alle camere a gas, rubare i vestiti, riaprire le camere, recuperare i corpi, bruciare i corpi, ricominciare, di corsa, in una cacofonia di suoni umani e industriali sul ritmo degli stantuffi delle locomotive. Il lavoro perenne del campo di sterminio. Saul  è un sonderkommando, un internato adibito alla morte degli altri internati, con quattro mesi di vita nutrita. Poi tocca a lui. Saul è l’unica cosa a fuoco in questo ambiente di morte. Il regista lo attende e lo lascia andare. Il resto è fuori fuoco, come a sottolineare che c’è un limite al vedere e al far vedere. Un giorno incappa in un bambino che il gas non ha ucciso. Lo soffoca un medico nazista per finire il lavoro. Saul si prende il corpo e decide dargli sepoltura e di trovare un rabbino che reciti il kaddish. In un campo di sterminio? E mentre alcuni prigionieri che entrano nel campo focale di Saul discutono di fotografie da mandare all’esterno perché anche all’esterno mettano a fuoco? E mentre altri elaborano una possibile fuga ai bordi della loro morte? Saul dice che il morto che non deve andare in cenere è suo figlio. Ma Saul ha figli? Saul ha afferrato l’ultimo frammento di vita nella produzione di morte. La scioccante differenza del film di Nemes  rispetto ad altri col medesimo tema è che con ossessione pura il regista incalza Saul come se fosse uno dei suoi aguzzini mentre ci fa vedere il mondo senza volti che vede Saul in perenne corsa per smistare la morte. Opera prima di Laslo Nemes, prima sceneggiatura per Clara Royes. Grand Prix della giuria a Cannes, Golden Globe, nomination all’Oscar per il miglior film straniero.

YouTube / Redazione Cinemamente – via Iframely

 

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori