Siamo già in clima sanremese. Puntuale come l’influenza il 66. Festival si approccia con i consueti appuntamenti in attesa di straripare sul palco dell’Ariston dal 9 al 13 febbraio 2016. Oggi la Rai e Carlo Conti hanno svelato anche alla stampa le venti canzoni in gara aggiungendo qualche notizia di contorno: che tra gli ospiti, oltre a Laura Pausini, Ramazzotti, Renato Zero e i Pooh del cinquantenario ci saranno anche Elisa, Ellie Goulding carlo-conti-sanremoe (si spera sia la volta buona) Elton John. Pronta anche la lista delle cover del giovedì, con Patty Pravo che coverizza se stessa in Tutt’al più con il rapper Fred De Palma, Clementino (a cui hanno appena bruciato la macchina) che citerà il De Andrè buboliano di Don Raffaè, e così via passando per Nada, Cocciante, Dalla, due volte Carosone, altrettante Battisti, poi Berté, Pino Daniele, Modugno, De Gregori, Morandi, Rita Pavone e perfino la sigla di Goldrake dagli Zero Assoluto, il Quartetto Cetra di Un bacio a mezzanotte per i Dear Jack e Elio e le Storie tese che hanno aggiunto un testo al rifacimento disco di Walter Murfhy della Quinta di Beethoven.
E il Festival?
Patty PravoSembra il campionato di calcio. Nessuno gioca bene, nessuno gioca male, tanti possono vincere. Ci sono autori di talento sparsi per le canzoni in gara, da Federico Zampaglione per Patty Pravo a Fabrizio Moro per Scanu, Masini per Noemi, Sangiorgi dei Negramaro per Caccamo-Iurato, il figlio di Mogol, Cheope, per Francesca Michielin, Giuseppe Anastasi che continua a scrivere per Arisa, Beppe Dati in supporto di Irene Fornaciari. Il tema dominante è l’amore in crisi, visto in tanti modi diversi. Annalisa è il solito talento incompiuto, una canzone che non è chiaro se parli di un amore irrisolto o una mancanza di fede, in cui si ritrova in metropolitana dove “l’unica che mi sorride è una puttana”. Arisa è intensa interprete di una canzone che invita a prendere le cose con ottimismo nonostante tutto “tanto a cosa serve a un uomo svegliarsi e dire che oggi non andrà”. L’ex Dear Jack Alessio Bernabei, complice Roberto Casalino, si offre in solitaria con una canzoncina allegra e danzabile ben costuita sul poco o nulla. Il suo ex gruppo non è da meno con il nuovo cantante Leiner e un Mezzo respiro pop per il pubblico dei talent. Clementino si imbarca nella storia rap di un musicante emigrante, in lingua mista italo napoletana, Dolcenera trova nelle sue corde una canzone semplice, bluesata, scura e d’atmosfera sulle cose semplici che possono cambiare tutto, come l’uomo giusto. Molto simile Irene Fornaciari, con una canzone discreta e dipinta di blu, con un velato spirito umanitario e pacifista.
“Chi siamo noi per dirci addio?” tuona Lorenzo Fragola ottimo interprete di una canzone pop piuttosto standard, mentre Rocco Hunt pesca nelle atmosfere e nei ritmi di Pino Daniele per una divertente e incalzante Wake up contro i governi che tolgono speranza ai giovani del sud, ma anche dedicata a una generazione senza direzione più impegnata a scrivere sui social che a cercare di cambiare le cose. Quella di Caccamo e Iurato è la solita buona canzone di Sangiorgi, il più prolifico e veloce autore degli ultimi dieci anni, un po’ De Gregori all’inizio poi un duetto su un amore confuso e in attesa di scuse.
francesca-michielin-coca-cola-summer-festival-2015-prima-puntataCresce alla distanza la bassanese Michielin, con una canzone dal testo meno scontato di altre, aria moderna, semplice, efficace, su un rapporto che va “in una sola direzione in questo universo che si muove”.
Morgan torna a fondersi con i Bluvertigo (scompare la denominazione disgiunta usata nella presentazione) ma la canzone è tutta sua ed è una delle migliori produzioni dell’estroso musicantante brianzolo, una musica orchestrale che incrocia temi e dissonanze in manera sapientemente confusa e una melodia lineare, raccontando dell’importanza anche di un fatto da niente.
Neffa offre una bella canzone d’autore, dal sapore folk, che racconta anche di “chi ride perché sei nel fango”. Noemi si affida a Masini per raccontare con tante parole come la borsa di una donna sia la metafora della sua vita. E’ un bel pezzo “alla Noemi” con tutti i pregi e difetti che la rossa cantante non ha mai modificato nel tempo. I Cieli immensi di Patty Pravo sono una elegante prova d’autore, in una canzone oscura, lenta, che si dipana a tempo lento con gran classe aprendosi nel finale. Ruggeri invece irrompe con ritmi anni Sessanta in una sua tipica canzone rock che ricorda a tratti Scende la pioggia affermando sin dal titolo che il primo amore non si scorda mai. Valerio Scanu si ritrova disegnata su misura una canzone di Fabrizio Moro sulle vittorie e le sconfitte personali, molto intensa soprattutto prima che il cantante cerchi voli pindarici con la voce. Gli Stadio son gli Stadio, la voce di Curreri, un arrangiamento senza fronzoli, una canzone che scorre veloce nel dialogo tra un padre e una figlia destinati a non capirsi fino in fondo.
Funzionano all’ascolto anche gli Zero Assoluto, che fanno un po’ il verso ai Righeira raccontando di una donna dei suoi silenzi degli sguardi.
Ma ovviamente tutti sono in attesa dell’ultima follia di Elio e le Storie Tese. La banda di matti si è inventata per questo festival una canzone a citazioni con sette ritornelli diversi concatenati, ciascuno legato a uno stile o a una canzone del passato, giocando con le sgrammatiucature, il dialetto, il rock’n’roll, la melodia italica, i Pooh, le gemelle Kessler e la dieta vegana. Il secondo ritornello che cita le difficoltà di un “femminiello” a Napoli, che poi trova consolazione allo stadio guardando il calcio sembra scritta apposta per l’allenatore Sarri, ma in anticipo. Il finale ribalta il tradizionale “Perdere l’amore” di Ranieri diventando Vincere l’odio perchè la morale ci vuole anche nel nonsense.
Ora la palla passa al palcoscenico dove fra un paio di settimane queste canzoni prenderanno vita e peso.

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Giò Alajmo
Giò Alajmo ha la stessa età del rock'n'roll. Per 40 anni (1975/2015) è stato il giornalista musicale del principale quotidiano del Nordest, oltre a collaborare saltuariamente con Radio Rai, Ciao 2001, radio private e riviste di settore. Musicalmente onnivoro, è stato tra gli ideatori del Premio della Critica al Festival di Sanremo e ha scritto libri, piccole opere teatrali, e qualche migliaio di interviste e recensioni di dischi e concerti.