Ti guardo. Ma da lontano

Un amore omosessuale asimmetrico e sfocato a Caracas. Con trappola...

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Ti guardo
Un film di Lorenzo Vigas. Con Alfredo Castro, Luis Silva, Jericó Montilla, Catherina Cardozo, Marcos Moreno
Voto 7 meno

Armando Marcano è un solitario venezuelano di mezza età che lavora in proprio nelle protesi dentarie. È un uomo grigio. Ogni  tanto dalle peggiori strade di Caracas raccatta  giovani prostituti a cui chiede solo di lasciarsi guardare mentre si masturba. Finisce anche che venga insultato, picchiato e derubato. Cosa che accetta come una parte del tutto. Fino a che non incappa in Elder, brutale, animalesco, fisico. Il più violento, quindi il più fragile. Armando lo ammaestra come si ammaestrerebbe un animale selvaggio, rischiandone i morsi, conquistandone l’amore. Quindi Elder si affeziona. Elder è in  cerca di un padre, Armando invece suo padre l’ha trovato, anzi lo spia e strada facendo confida a Elder che lo vorrebbe morto… Sembra la storia triste solitaria e finale di un amore omosessuale da strada, molto asimmetrico: da una parte l’uomo stanco con il denaro che compra tutto, il lavoro, il grigiore, la solitudine; dall’altra il ragazzo tutto energia che da vendere ha solo se stesso. Ma strada facendo scopriremo qualcosa di terribile come una trappola. Ti guardo (Desde allá in originale, “da lontano”, come a segnalare la distanza dello sguardo) ha vinto il Leone d’oro all’ultimo festival di Venezia, suscitando anche qualche perplessità, perché l’opera prima di Lorenzo Vigas  è insieme scarna e un forse troppo ricercata nello sguardo, ma non sembrava da premio maggiore nonostante la prestazione del raffinato attore feticcio di Larrain,  Alfredo Castro (No, Tony Manero, Post Mortem, El Club).  Con un’altra opera prima uscita proprio in questi giorni, Il figlio di Saul di Nemes, ha in comune l’uso dello sfocato: il mondo attorno ai protagonisti è in una nuvola “blurata”, fuori fuoco, che segnala la distanza e accentua l’attenzione. L’avevamo anche registrata come faticosa per gli occhi . Ma potrebbe essere miopia nostra…

YouTube / CINEMA – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori