Antonio “Rigo” Righetti: «Water Hole. Il bello dell’imperfezione»

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A distanza di meno di un anno dal suo precedente lavoro, Antonio “Rigo” Righetti, bassista emiliano per anni al fianco di Luciano Ligabue, torna in studio di registrazione per incidere un nuovo album, uscito il 22 gennaio: Water Hole.
Titolo quanto mai ambiguo: buco nell’acqua? No, si tratta di un concetto a metà tra il filosofico e lo scientifico: water hole è la depressione del suolo in cui si raccoglie l’acqua. Nella savana, nei periodi di siccità, è la pozza all’interno della quale le diverse specie di animali sono costrette ad abbeverarsi e, quindi, a convivere: le zebre con i leoni, i ghepardi con le gazzelle. «Alla base di questo concetto», ci spiega Rigo, «c’è l’idea di convivenza tra i popoli e tra le specie animali differenti: un sogno, forse un’utopia, che però spero possa servire almeno a far riflettere la gente».
rigo water holeIl disco, che si compone di 7 tracce, è stato interamente scritto, arrangiato e prodotto da Rigo: «Nel corso del tempo, ho collezionato una serie di provini. Ho raccolto queste storie, in tutto una settantina, e ho scelto i pezzi da inserire nell’album. Il mio obiettivo era quello di incidere un disco breve, e così è stato visto che dura poco più di mezz’ora. Ora sto già pensando al prossimo!».
Ad affiancarlo nel magico studio di registrazione di Fabrizio Simoncioni («Siamo andati in studio da Simoncia, gli abbiamo detto cosa volevamo fare e lui come sempre è riuscito a tradurlo subito»), i fedeli compagni Robby Pellati alle percussioni e Franco The place Anderlini all’armonica. E le registrazioni (in diretta) sono proprio una delle cose più sorprendenti del disco: non meravigliatevi se a un certo punto sentirete rumori di pagine che vengono sfogliate, né qualche piccola imprecisione con gli strumenti. E’ tutto voluto: «Da bassista ho un’esperienza piuttosto consolidata», ci confida Rigo, «ma questo disco l’ho registrato con la chitarra acustica, strumento con cui non ho la stessa dimestichezza tecnica, cosa che in qualche passaggio credo si avverta. Ma il mio obiettivo era proprio quello di essere nudo di fronte all’espressione sonora: mi piace chi cammina sul filo, rischiando di cadere. Ecco, io penso ai dischi come a delle fotografie di noi stessi che, in quanto tali, ci devono rappresentare, restituendo una nostra verità. Ed è questa l’impronta che ho voluto dare all’album».
rigo&robby folk duo!Registrazioni, quindi, rigorosamente dal vivo, senza monitor, senza cuffie e senza clic. Un lavoro durato due giorni: il 13 e il 14 giugno 2015.
Oltre a questo, va aggiunto che «La registrazione è avvenuta senza l’utilizzo di aggeggi elettronici senz’anima. Nessuna batteria o piatto o altro strumento a percussione canonico è stato percosso o altrimenti maltrattato durante le registrazioni di Water Hole in ottemperanza alla Legge 189 del 20 luglio 2004». Aggiunge Rigo, soddisfatto: «Non abbiamo fatto un disco meccanico, ma con l’umanità che ci meritiamo: le imprecisioni sono il calore».
Come dicevamo all’inizio, si tratta di un album piuttosto breve, composto da 7 brani, di cui due cover: Golden Brown degli Stranglers e Heroes di David Bowie.
rigo in shock!Scelte piuttosto bizzarre (la seconda, purtroppo, quasi profetica) per un musicista, come ci rivela lui stesso, di estrazione musicale americana: «Ci siamo divertiti a suonare alcune cover, per poi selezionare quelle che ritenevamo più convincenti. Alla fine la scelta è ricaduta sul pezzo degli Stranglers e di Bowie».
Disco eterogeneo, ricco di suggestioni e ispirato da mille mondi che trovano una sintesi nella musica. Particolari, i ringraziamenti: da BB King e Bob Dylan si passa a Federico Fellini e persino a Leonardo Da Vinci: «La musica è una cosa meravigliosa e devo ringraziare gli angeli che mi hanno dato la fortuna di vivere di questo. Scrivere canzoni per me è un’attitudine, una cosa compulsiva, quindi mi sono spinto a una ricerca, non dico filosofica, ma di numi tutelari. Ecco, i miei numi tutelari, i miei angeli, sono Fellini e Rota, Da Vinci e James Brown, e poi Elvis Presley, Bob Dylan, BB King e David Bowie, per il quale in questi giorni si è scatenato un affetto da lasciare senza fiato».
Infine, è bene fornire un’altra informazione: il disco non ha una distribuzione, se non durante i concerti: «Il live è il punto di arrivo dei dischi. Dal vivo suoniamo i pezzi del nuovo album, alternati ad alcune cover, così da fornire a chi ci ascolta qualche punto di riferimento. Il nostro obiettivo è quello di far capire alla gente quanto sia importante supportare i musicisti, comprando i dischi e, così, dando linfa vitale a chi ha ancora voglia di fare questo mestiere».

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Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.