The Eichmann Show. Quando il nazismo andò in tv

...e la televisione affrontò per la prima volta lo sterminio

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The Eichmann Show
di Paul Andrew Williams
con Martin Freeman, Anthony LaPaglia, Rebecca Front, Zora Bishop, Andy Nyman
Voto 6 al 7

Si può fare televisione sul nazismo? Oggi sappiamo di sì. E questo è infatti un film per la tv (trasmesso dalla BBC nel gennaio 2015) sulla prima volta che da Gerusalemme, nel 1961, durante il processo ad Adolf Eichmann (l’uomo che pianificò per Hitler la soluzione finale), con telecamere nascoste nelle intercapedini dei muri del tribunale venne ripreso e mandato in onda quanto non si poteva dire (neppure in Israele), non si voleva dire e non si era detto fino a quel momento sui campi di sterminio. Il produttore televisivo Milton Fruchtman richiamò dal suo esilio professionale il regista di documentari Leo Hurwitz (ghettizzato nella lista nera di McCarthy in quanto accusato di affiliazione coi comunisti)  e noi, in sala, assistiamo a due drammi: quello del tribunale, dove il gelido pianificatore del genocidio, Eichmann, non batte ciglio di fronte alle testimonianze degli scampati; e quello dietro le pareti del tribunale dove il regista litiga col produttore (ambedue sconvolti dalle testimonianze e da minacce di morte) perché il regista cerca una crepa nella maschera di Eichmann e il produttore cerca l’audience. Ambedue fanno lo stesso mestiere, ad anni luce di distanza: il produttore sa (e vuole) usare la potenza spaventosa (e spesso ignobile) della tv per un nobile fine: allargare i confini della conoscenza del male, farlo arrivare là dove non arrivava. Il regista, uomo di nobili cause anche ideologicamente, tenta di controllare ideologicamente (e nobilmente) quella stessa stessa ignobile (e diciamolo: pornografica) potenza. Perché il male attira pubblico. Il tema non è antiquato anche se risale a mezzo secolo fa. Anzi è attualissimo. È uno studio (per dirla come Anna Harendt che assistette a quel processo) della banalità del male che può rivelare la banalità del bene. Ma contemporaneamente sappiamo che il mezzo è il messaggio. Da cui il titolo blasfemo: l’uomo che organizzò i treni per Auschwitz diventa un titolo da prima serata: The Eichmann Show. Ha un difetto l’operazione? Paradossalmente è troppo televisiva. È un tv movie…

YouTube / Lucky Red – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori