Carmen Consoli live a Trento. L’abitudine di cambiare

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© Foto: Riccardo Medana

Un tour completamente diverso dal power trio estivo che aveva elettrizzato fan vecchi e nuovi di Carmen Consoli. La cantantessa siciliana sbarca a Trento per la sessione invernale del tour L’abitudine di tornare accompagnata da una band di ben otto elementi. Assieme alla consolidata sezione ritmica formata da Fiamma Cardani (batteria) e Luciana Luccini (basso) a cui si aggiunge Valentina Ferraiuolo (percussioni e voce), ci sono Massimo Roccaforte (chitarre), Roberto Procaccini (tastiere), Adriano Murania (violino), Claudia Della Gatta (violoncello) ed Elena Guerriero (pianoforte).
L’artista catanese ha abituato il suo pubblico a concerti sempre diversi: dal rock catartico e primigenio dell’estate si passa alle atmosfere più raffinate e raccolte dei teatri che, come nel caso dell’auditorium Santa Chiara, hanno risposto col tutto esaurito.
Si parte con Carmen in scena solo chitarra e voce per due intense versioni di Sud Est e San Valentino, tratte dai più recenti album Elettra (2009) e L’abitudine di tornare (2015), separati da ben sei anni di silenzio discografico. Un tempo in cui Carmen si è dedicata alla maternità e dove l’ispirazione è tornata ancor più forte di prima considerando che l’ultimo disco è indubbiamente uno dei migliori lavori italiani del 2015 e tra i tre più belli della sua intera discografia.
Non è certo un caso che ne vengano estratti sei pezzi, tra i quali spiccano l’amore saffico di Ottobre, l’attualissima La notte più lunga, dedicata ai tanti morti in mare che affollano le cronache di questi ultimi anni, e Sintonia imperfetta, storia agrodolce di un amore nato sotto una cattiva stella. La chiusura del concerto è significativamente siglata dall’esecuzione di Questa piccola magia, canzone che conclude il disco invitando alla contemplazione della bellezza e della felicità.
E a trovare il pelo nell’uovo in scaletta mancherebbero la title-track L’abitudine di tornare, la drammatica E forse un giorno e la splendida Esercito silente, atto d’accusa contro la mafia che tiene in ostaggio Palermo. Ma il concerto regala emozioni inaspettate grazie all’esecuzione di pezzi più datati come Orfeo, Non volermi male e la balcanica Il pendio dell’abbandono, scritta assieme a Goran Bregovic. Tante le hit di una carriera ormai ventennale cominciata con Amore di plastica nel lontano 1996 e proseguita con Venere (1997), Geisha (1998), In bianco e nero, Parole di burro, L’ultimo bacio (2000), L’eccezione, Fiori d’arancio (2002) e Mandaci una cartolina (2009).
I momenti più genuinamente rock si hanno con AAA Cercasi e Geisha, prima della dedica in dialetto siciliano alla propria città natale con ’A finestra. Carmen presenta la band e si prende l’ovazione dell’intero teatro, ma il pubblico è ormai per buona parte assiepato sotto il palco ed è inevitabile il rientro in scena per intonare la canzone-manifesto Confusa e felice assieme al chitarrista e amico di una vita Massimo Roccaforte.

Ecco una photogallery di Riccardo Medana realizzata durante il concertagli Arcimboldi di Milano

Scaletta della serata:

Sud Est

San Valentino

Pioggia di aprile

Il pendio dell’abbandono

Mandaci una cartolina

Fiori d’arancio

Ottobre

L’ultimo bacio

In bianco e nero

L’alba

AAA Cercasi

L’eccezione

La notte più lunga

Perturbazione atlantica

Venere

Non volermi male

Amore di plastica

Oceani deserti

Orfeo

Sintonia imperfetta

Parole di burro

Geisha

‘A finestra

Questa piccola magia

Confusa e felice

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Fabio Nappi
Nato a Trento nel 1973. Laureato in giurisprudenza. Giornalista pubblicista, scrivo dal 2004 di musica e spettacoli sulle pagine del Corriere del Trentino - Alto Adige. Appassionato di musica di (quasi) tutti i generi: cantautori italiani e grandi del rock internazionale in primis. Colleziono compulsivamente cd e amo seguire i concerti dal vivo. Cinema, viaggi, libri e calcio (faccio pure l'arbitro) le altre mie passioni.