Chiara Dello Iacovo. Da The Voice a Sanremo

La giovane cantautrice piemontese sarà in gara al 66° festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte. Siamo entrati nel suo mondo, Introverso a volte, poliedrico e colorato.

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Chiara Dello Iacovo sarà tra gli otto giovani in gara a Sanremo. Sul palco dell’Ariston canterà Introverso, brano contenuto nell’album d’esordio Appena Sveglia, in uscita il 12 febbraio.

In Introverso sembri un po’ insofferente rispetto al modo di vivere odierno. Come nasce la canzone?
La matrice di questo pezzo è nata durante la mia permanenza a The Voice. Il mondo dello spettacolo porta ad ostentare quello che si è, anche per dimostrare che si merita il posto che si sta occupando. Il discorso sfocia poi nel mio quotidiano, faccio fatica a gestire le situazioni in cui ci sono molte persone insieme perché non riesco ad avere a che fare con questo “surfare” da un discorso all’altro in maniera così superficiale. Dall’altro lato c’è il fatto che non puoi parlare di esistenzialismo con dieci persone insieme o con gente che hai appena conosciuto. Si tratta di una doppia insofferenza: verso questo tipo di “socialità” e nei confronti della mia insofferenza stessa, diventa quasi patologico. Ci vorrebbe poco ad ingranare in questo meccanismo e accettarlo. Forse è un sentimento comune alle persone un po’ introverse. Però con una persona alla volta vado alla grande (ride).

Sei introversa?
Sì, decisamente. Spesso si associa il termine introverso a timido però non sono la stessa cosa. La timidezza può essere data dal cercare di riconoscersi o il prendere i propri punti di riferimento attraverso l’ambiente circostante e questo porta ad una reazione di timidezza e di titubanza. Essere introversi significa semplicemente guardare… dentro.

Con superiorità e snobismo?
No, io spesso lo vivo come un difetto. Difetto rispetto a chi se la cava molto meglio di me, nelle cose più banali.

Se ci bastiamo e non dobbiamo dimostrare nulla a nessuno, come canti in Introverso (Intro – verso//così mi riconosco in me// senza doverlo dimostrare a te). Come si superano i “Barattoli dei Discorsi Inutili” che raccogli nel video del brano?
Scrivere questa canzone mi ha aiutata a smussare il mio accanimento contro questo aspetto/debolezza umana. Avendolo trasportato al di fuori di me, mi sono distaccata e riesco ad essere molto più accondiscendente verso questa cosa. Spesso mi interrogo se in realtà io sia superficiale, ma credo che a volte sia necessario esserlo. Non si può vivere sempre diecimila leghe sotto i mari.

Quanto ti è stata utile l’esperienza di The Voice?
L’esperienza a The Voice, per quanto sia stata travagliata, mi ha insegnato tanto su me stessa. Sono andata lì totalmente sprovveduta, mi capita di rivedere la mia esibizione durante la fase delle “blind” e capisco di essere salita su quel palco come fossi in salotto, senza avere la percezione delle migliaia di persone che mi guardavano al di là della telecamera. Con il riscontro sui social poi, essendoci chi ti ama e chi ti odia, inizi a focalizzare. Capisci come ti vedono gli altri e in che direzione vuoi andare. Come quando il tuo migliore amico ti fa notare un difetto e soffermandoti poi a pensare capisci che ha ragione.

Nella partecipazione a Sanremo vedi anche un’opportunità di riscatto dopo l’avventura a The Voice?
Non l’ho mai vista in quest’ottica, credo sia un checkpoint all’interno di un percorso che sono stata fortunata a cogliere perché casualmente si erano formate le condizioni per farlo. A The Voice è andata molto meglio di come io pensassi. Ero cosciente di essere poco adatta a quell’ambiente. Ho concluso con una performance che a me è rimasta tatuata nell’intimo (Chiara ha proposto Ti regalerò una rosa di Cristicchi – ndr), è stato un momento di teatro canzone, una cosa che nessuno aveva mai fatto in un talent e che era perfettamente coerente con me stessa. Sono riuscita a mantenere la mia identità. Questa è stata una gratificazione enorme, poi ricevere il tweet di Simone Cristicchi dopo l’esibizione mi ha portata ad essere stata l’unica persona nei camerini che esultava per l’eliminazione (ride).

chiara-cristicchi

Durante la settimana sanremese esce Appena Sveglia, il tuo album d’esordio. Quali sono i suoi contenuti?
Sono le canzoni più significative dei miei primi tre anni di scrittura. In tutta onestà sono già proiettata verso il secondo album e il mio produttore vorrebbe uccidermi (ride). A livello di suono gli abbiamo dato coerenza nonostante abbia pezzi pop e pezzi quasi in versione live, che sono quelli che mi piacciono di più. È stato il mio primo approccio con lo studio di registrazione, cantare lì mi mandava in confusione perché ero convinta di dover cantare bene ma così non trasmettevo nulla, mi sembrava qualcosa di artefatto. Per cantare Vento ci ho messo tre giorni. Mentre le ultime le ho registrate spesso in singole take, addirittura senza editing. È una cosa che mi piace da matti perché questa tendenza al perfezionismo porta a risultati patinati che io patisco un po’. Questo è un prodotto scarno, grezzo, la canzone che chiude il disco l’abbiamo registrata in presa diretta piano e voce. Sono molto orgogliosa di ciò.

Ti stai preparando per Sanremo curando anche i costumi con cui andrai in scena, userai anche quelli per sottolineare i contenuti del brano? 
Restando coerenti con la canzone dovrei andare così (indica l’abbigliamento semplice che indossa: una camicia a quadrettoni oversize sopra ad una maglietta in tinta bluette – ndr), che è il modo in cui faccio i concerti. Questo però mi sembra un po’ irriverente, così ho deciso di virare sul mio versante più teatrale facendo qualcosa non che sembri comunque appena uscito da camera tua ma che rispetti la mia natura.

Con classe?
Con classe!

YouTube / ChiaraDelloIacoVEVO – via Iframely

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Matilde Ferrero
Vent'anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.