Remember. Usare l’oblio per non dimenticare

Come Zev il lupo venne mandato a vendicarsi del suo carnefice

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Remember
di Atom Egoyan
con Christopher Plummer, Martin Landau, Bruno Ganz, Jürgen Prochnow, Heinz Lieven
Voto 7 +

In un cronicario americano l’anziano ebreo paralizzato Max (Martin Landau) convince un altro anziano ebreo, Zev (Christopher Plummer), più agile, ma afflitto da senilità e perdita della memoria, a imbarcarsi in una vendetta. Gli ha preparato con meticolosa efficienza un programma con soldi, alberghi, auto, istruzioni e armi per raggiungere e uccidere un criminale nazista che si nasconde negli Stati Uniti o forse in Canada sotto falso nome. Era stato lo sterminatore della sua famiglia. Zev (che vuol dire lupo) sfugge ai controlli del cronicario e si mette on the road. L’on the road di un killer barcollante armato di Glock che deve scriversi la missione sul polsino della camicia per ricordarla di giorno in giorno. Zev ha quattro nomi da vagliare. Uno si rivela un ebreo, un altro un nazista da operetta, un altro un soldato, ma non nazista, e alla fine ecco che Zev raggiunge il suo obiettivo. E scopre un’incredibile verità che non è bene anticipare. Anche se si sa che in ogni indagine da Edipo in poi ogni detective cerca uno specchio… Egoyan con una certa macabra ironia inserisce il tema del Golem (l’automa di terracotta a cui, nelle leggende ebraiche, si mette una “parola” in bocca per mandarlo a uccidere: e Max mette questa parola in bocca a Zev…) nel tema dell’Olocausto, e ci riserva una curiosa sorpresa sul tema della Memoria e della perdita della memoria. Alcuni al festival di Venezia hanno giudicato  lo svolgimento di questo tema  quasi blasfemo. In fondo c’è un uso strumentale dell’oblio per non dimenticare… Eppure il film è a suo modo sorprendente e al contempo molto “onesto” e per tutto il tempo semina indizi che lo spettatore può leggere in due modi: come semplici segnali di rinvio a elementi presi dal genere e dal canone del cinema sull’Olocausto o come segnali d’allarme di un’altra verità, a volte addirittura spudorati. È il racconto di una storia plausibile? Mettiamola in un altro modo: a Egoyan stanno a cuore storie plausibili? Un’altra piccola suggestione blasfema: se l’avesse messo in scena Woody Allen?

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori