Zoolander 2. Kitsch, kitsch, kitsch! Hurrà!

Il sequel meno atteso, o più atteso (fate voi) è qui.

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Zoolander 2
di Ben Stiller
con Ben Stiller, Owen Wilson, Penelope Cruz, Benedict Cumberbatch, Will Ferrell.
Voto: fate voi

Justin Bieber prima di morire assassinato si fa un selfie. Questa è autoironia produttiva. Per chi odia Bieber vale il prezzo del biglietto. Nel trailer americano una voce da computer spiega al modello Derek Zoolander che gli fanno il sequel, con il titolo molto marketing 2oolander, e lui risponde che non si chiama “tulander”. Allora il computer propone Zoolander II, e Zolander lo legge dubbioso “Zulander ai ai”. Il computer a questo punto lo trova troppo ottuso e lo manda al diavolo. Nel film ambientato per lo più a Roma Zoolander (Ben Stiller) viene richiamato e reclutato per scoprire chi uccide tutti i divi che usano le sue espressioni sceme e vetuste dopo che a seguito di scelte demenziali ha praticamente fatto franare su sua moglie un intero istituto benefico a forma di libro, vive recluso nel nevoso nord del New Jersey (?) e ha perso suo figlio, ora pure ingrassato. Zoolander e il modello nemico-amico Hansel (Wilson, non-sfigurato ma coperto da una maschera da Fantasma del palcoscenico e perennemente orgiastico) tornano in passerella a Roma usati come rottami del passato e ospitati in un “palazzo di cacca” in una nazione dove la famiglia allargata è malvista, ma il modello maschio/femmina Tutto (Cumberbatch) ha potuto sposare se stesso. Cammei di divi a profusione e nomi del fashion e del trash, con presenza di spicco di Sting, in versione frate da Demoni e dei che rivela che faceva sesso tantrico non per 10 ma 15 ore, e che ha come battuta clou “Synchronicity”.  È un umorismo tanto demenziale da aver persino spaventato i fan del demenziale. Potete giudicarlo un film sbagliato con tantissimi sottolivelli di significato, o una fastidiosa autoesibizione di Vip compiaciuti che giocano sul peggio che possono proporre di sé (e che sanno benissimo che spiare il loro peggio attrae come falene i fan). Rischia persino di essere un film politico fingendo di non saperlo.

YouTube / Universal Pictures International Italy – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori