Dentro la… “Figgatta de blanc” degli Elio e le Storie Tese (recensione track by track)

A tre anni di distanza da "L'album biango" e dopo la partecipazione al Festival di Sanremo con "Vincere l'odio", il simpatico complessino milanese torna con 14 nuove canzoni che toccano scottanti temi di attualità e suonate con la loro solita immensa maestria.

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Figgatta de Blanc
Elio e le Storie Tese
2016
(Hukapan)
voto: 7,5


Parlare di un disco degli Elio e le Storie Tese non è mai compito semplice, perchè sfuggono a qualsiasi tipo di classificazione, e quella di rock demenziale che li ha spesso catalogati negli anni non spiega esaustivamente la trasversalità di questa band, che ha tagliato il traguardo dei 25 anni di carriera, ed è reduce dalla terza partecipazione al Festival di Sanremo col brano Vincere l’odio.
Figgatta de Blanc è l’undicesimo album di inediti del simpatico complessino milanese ed esce a tre anni di distanza da L’album biango. Come il precedente faceva riferimento al celeberrimo White album dei Beatles, il titolo di quest’ultimo lavoro ricorda Reggatta de Blanc dei Police.
Come dicevamo è difficile, se non impossibile, catalogare gli Elii e di conseguenza anche questo nuovo lavoro, visto che si passa dal funky al rock passando per il progressive, arrivando addiritura a ritmi africaneggianti. Insomma, ce n’è, come al solito, per tutti i gusti. Ma procediamo con ordine.

L’album si apre con Figgatta de Blanc, un’introduzione che ai fan storici del complessino ricorderà qualcosa: è infatti la stessa intro del primo album, Elio samaga hukapan kariyana turu, però con le singole sillabe girate al contrario. Che burloni!
Si parte realmente con Vacanza alternativa, funky… con i fanghi (e con i funghi) che parla di un argomento di grande attualità: sono sempre più infatti le persone, anche giovani, che vanno in vacanza alle terme dove, accompagnando la propria nonna, si possono fare anche incontri di un certo tipo.
Si continua con She wants, ballad intensa cantata da Sergio Antibiotice (aka Rocco Tanica) con l’uso della tecnica del vocoder, che ci spiega la divisione tra due tipi di donne: quelle che lo vogliono nel posterior e quelle che no. Bensì le seconde non siano da criminalizzare, le prime sono comunque da incentivare.
Parla come mangi è un rock anni ’90 che ci propone uno spaccato della società moderna: sono sempre di più i termini inglesi entrati nel vocabolario italiano (spesso senza un reale motivo), e quindi bisogna adeguarsi ai tempi, andando in bakery a prendere una apple pie indossando degli eyewear.
Il mistero dei bulli ha una lunghissima genesi: la musica ha circa 19 anni ed il pezzo doveva chiamarsi Il ragazzo della via gluteo, ma il testo non ha mai soddisfatto il gruppo, almeno fino ad oggi, che ha visto finalmente la luce descrivendo la piaga sociale del bullismo, le cui origini vengono qui ripercorse, arrivando fino agli Ittiti, bulli dell’antichità.
La Cina e i cinesi stanno conquistando il mondo, e noi dobbiamo essere pronti all’integrazione con questo popolo dalla tradizione millenaria, quindi andiamo tutti al China disco bar, a mangiare nuvole di drago ballando al ritmo della disco deng, e poco male se ballando ci cade il telefono per terra rompendosi il vetro, l’efficiente centro assistenza cinese ce lo riprarerà in mezz’ora.
Lillo e Greg e la loro Radio coatta classica ci introducono Il quinto ripensamento, brano che mette le parole su A fifth of Beethoven, cover dance del primo movimento della Quinta sinfonia del celebre compositore tedesco. E’ stata presentata a Sanremo nella serata del giovedì ed esplica finalmente quello che il Ludovico Van aveva immaginato componendo l’opera, ovvero che il rapporto amoroso è l’eterno riproporsi in rapida sequenza di cinque modalità: ti amo; non ti amo più; forse ti amo tuttora; torna da me; vattene. E dopo il quinto ripensamento si ricomincia da capo, all’infinito, con lo stesso partner o con altri. Beethoven l’aveva previsto, gli Elii l’hanno finalmente reso pubblico.
Tra le pieghe di questo album c’è anche spazio per una vera e propria chicca, ed è Bomba intelligente: era un provino che Francesco di Giacomo, storica voce del Banco del Mutuo Soccorso, non ha avuto tempo di completare a causa della sua prematura scomparsa, ed allora ci hanno pensato loro, suonando la musica composta da Paolo Sentinelli e omaggiando così uno dei capostipiti del progressive rock italiano.
Il funky-rock di Inquisizione ci riporta in tempi bui, in cui bastava dire qualcosa fuori dai canoni e si finiva davanti la Santa Inquisizione. Vengono quindi celebrati a imperitura memoria Galileo Galilei, Giordano Bruno, Charles Darwin e Niccolò Copernico come simboli dell’opposizione al potere costituito.
Ritmo sbilenco è un vero e proprio esercizio di stile e tecnica musicale. Rock progressive (con echi regressive, genere appena inventato dagli stessi Elii) che lancia un importante atto d’accusa: chi l’ha detto che solo i brani facili e orecchiabili abbiano diritto di diventare famosi? Viva la musica difficile!
Altro tuffo nel quotidiano con Il rock della tangenziale, con ospite J-Ax (che prende spunto da La tangenziale del rapper milanese, che vedeva come ospite proprio Elio), nei panni di uno appena uscito dalla discoteca che si ritrova bloccato in tangenziale mentre gli altri vanno a lavorare. Canzone per il sociale.
Cameroon ha un’andatura africaneggiante con richiami alla celebre Waka waka (come non sperare in un medley live con la mitica Bunga bunga?), che ci ricorda che se andiamo in vacanza nella repubblica centraficana dobbiamo lasciare in pace gli animali, altrimenti rischiamo di finire come il turista di Ultime grida dalla Savana.
Gli Elii hanno autocandidato I delfini nuotano al prossimo Premio Tenco. E come dargli torto? Un’intensa ballad che riflette sul fatto che in natura non esistano differenze di razza, con quattro strofe diverse cantate ognuna da un membro della band, che per non litigare sull’ordine di esecuzione hanno deciso di fare una parola a testa.
Il primo giorno di scuola lo ricordano tutti, tranne quelli che non l’hanno mai vissuto o che non l’hanno ancora vissuto, e allora torniamo bambini, rivivendo quel giorno che ha segnato per sempre la nostra vita e quel misto di sensazioni (e cattivi odori) che lo accompagnano.
Chiude l’album Vincere l’odio, il geniale brano sanremese di cui si è già parlato in abbondanza: sette ritornelli con applausi ad ogni cambio, nella migliore tradizione dei medley di Peppino di Capri a Porta a Porta. “Vincere l’odio – dicono gli EelST – significa sconfiggerlo, ma anche aggiudicarselo.”

Un disco eterogeneo, come da sempre nello stile del complessino, suonato con la loro solita mostruosa tecnica e che tocca tematiche scottanti e trasversali. Un ottimo lavoro, in cui spiccano su tutte She wants, Parla come mangi, Vacanza alternativa e Bomba intelligente.

Qui sotto la tracklist dell’album e, più in basso, il videoclip ufficiale di Vincere l’odio.

Tracklist:
elio - figgatta de blanc1. Figgatta de Blanc
2. Vacanza alternativa
3. She wants
4. Parla come mangi
5. Il mistero dei bulli
6. China disco bar
7. Il quinto ripensamento
8. Bomba intelligente (con Francesco di Giacomo)
9. Inquisizione
10. Ritmo sbilenco
11. Il rock della tangenziale (con J-Ax)
12. Cameroon
13. I delfini nuotano
14. Il primo giorno di scuola
15. Vincere l’odio

YouTube / Elio e le Storie Tese – via Iframely