Il caso Spotlight. C’era una volta il giornalismo

L'inchiesta che rivelò il sistema di protezione dei preti pedofili a Boston

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Il caso Spotlight
di Thomas McCarthy
con Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, Liev Schreiber, John Slattery
Voto 7 e mezzo

“Spotlight” era la sezione investigativa del Boston Globe: un nucleo di pochi giornalisti mastini che con pazienza identificavano un’inchiesta e con altrettanta resistenza, tempo a disposizione che oggi non si dedicherebbe a un libro, protezioni dalla proprietà (non sempre) e coraggio da vendere andavano fino in fondo nell’indagine. Nel 2001 dell’attacco alle Torri Gemelle, anche per effetto della spinta del nuovo direttore, da una storia in apparenza marginale di pedofilia nella religiosissima città di Boston,  risalirono  testimone dopo testimone, documento dopo documento, intralcio dopo intralcio e verità scomode dopo verità scomode, fino a un sistema con cui l’arcidiocesi insabbiava e faceva perdere le tracce di tutti i preti pizzicati per reati di pedofilia. Poiché il nuovo direttore era ebreo e c’era di mezzo un cardinale che poteva diventare il primo papa americano, le acque politiche si agitarono e l’inchiesta apparve da subito difficile se non impossibile. È un film contro il cattolicesimo e contro la Chiesa? No. È l’indagine (anche autocritica a un certo punto: la vita tranquilla e l’autocensura attira anche gli inquisitori…) su una deviazione in un’istituzione. Spotlight di Tom McCarthy non è un film anticlericale, ma un film molto all’antica (per questo abbiamo segnalato tutti quei “dopo” che indicano il cammino in salita dell’inchiesta) che ricorda certi classici sul genere Tutti gli uomini del Presidente, e che sono sempre piacevoli da seguire su una poltrona al buio a giochi fatti. È un film che racconta un giornalismo che non è chiaro se sia mai davvero esistito così ma che di fatto non si capisce bene dove sia ora. O che aspetta di reincarnarsi in internet. Forse.

YouTube / bimdistribuzione – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori