Quelli di Gong. 40 anni dopo

152
0

Si sono dati appuntamento alla Libreria Linea D’Ombra di Via Calocero a Milano per un salto all’indietro di 40 anni. Chi? Le firme storiche di Gong, una rivista musicale che più di qualcuno ritiene essere stata la più autorevole in fatto di musica pop. Per assistere a questa reunion si sono accalcati i nostalgici lettori di un tempo, nonché appassionati di musica, curiosi di rivedere le facce dei principali protagonisti di Gong. C’erano anche alcuni musicisti, da Maurizio Marsico a Andrea Tich, oltre al bassista Roberto Del Piano e Roberto Ottaviano al sax. Gli ultimi due hanno dato vita a un paio di set acustici, il primo di musica improvvisata e l’altro dedicato a Frank Zappa.
gong-copMa veniamo a “Quelli di Gong” che hanno creato anche una pagina Facebook. Tra loro Roberto Masotti, fotografo che ha seguito passo passo le gesta sonore di molti artisti che hanno segnato il pop rock degli anni ’70 e ’80, con particolare attenzione rivolta alla musica contemporanea, quella collegabile alla Cramps di Gianni Sassi con personaggi come John Cage e Demetrio Stratos, il vocalist degli Area: dedicato a Stratos è l’ultimo suo libro fotografico edito da Arcana. Masotti collaborerà poi con la rivista Scena e diventerà fotografo per il Teatro alla Scala assieme alla compagna Silvia Lelli.
Caposervizio di Gong (“culo di ferro”, come lui stesso si è definito) era Peppo Delconte, il più anziano del gruppo, colui che passava più tempo in redazione, a sistemare ogni piega del giornale, fino a seguirlo in stamperia dove l’editore Francesco Cardella faceva stampare riviste come Le Ore e ABC. Delconte sarà prima ufficio stampa dell’etichetta Bluebell, poi della Bla Bla di Pino Massara, dove conosce Franco Battiato e Juri Camisasca. Con Battiato parteciperà alla stesura dello spettacolo teatrale Baby Sitter. Successivamente, Delconte per molti anni curerà il mensile Tutto Musica.
Franco Bolelli non poteva mancare. Infatti eccolo, un po’ defilato, intervenire per chiedere se veramente ha fatto parte di quella fantastica esperienza. Poi ovviamente Riccardo Bertoncelli, il più cattivo del gruppo, o perlomeno colui che ha saputo alzare il tiro e scatenare le reazioni più feroci alle sue temute recensioni. La replica più famosa gliela consegnò Guccini con la canzone L’avvelenata. Bertoncelli, che si definisce negazionista, non partecipa alla realizzazione del libro Top Music curato dagli altri di Gong. Alcune copie, salvate da Masotti, sono state messe in vendita alla Libreria Linea d’Ombra.
Alla guida come direttore c’era Antonino Antonucci Ferrara, oggi Direttore Fiction di Mediaset. È lui a raccontare la genesi del giornale, dopo una breve partecipazione alla fondazione e gestione di Muzak assieme a Giaime Pintor, mensile musicale nato e cresciuto a Roma. Da Muzak si staccherà una costola, quella milanese, che andrà a formare Gong, che si caratterizzerà subito per una particolare cura e fantasia nella grafica curata dal compianto Mario Convertino.
Giustamente ricordato anche Marco Fumagalli, l’anima pop rock del gruppo che proponeva servizi anche su macrobiotica e cure alternative. Gong riusciva a far convergere più anime e stili, anche se, a distanza di decenni, gli stessi protagonisti confessano che forse non si è dato il giusto peso al fenomeno punk. Non mancava la musica classica, a proporla Carlo Cella, anche lui presente all reunion, che divenne collaboratore della rivista per il semplice fatto che abitava nello stesso stabile dove c’era la redazione. Una fortunata coincidenza che servì alla rivista per ampliare e arricchire il ventaglio dei servizi.
Gong iniziò le pubblicazioni nell’ottobre del 1974 e terminò con nove numeri nel 1978, anche se va precisato che nell’ultimo anno non ci sono più le firme dei collaboratori della prima ora. Infatti ne risulta un giornale totalmente differente, senza alcun carattere, non in grado di accogliere le attese di un pubblico che a Gong si era affezionato.

CONDIVIDI
Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).