Gods of Egypt. Che film d’Egitto!

L'Egitto quando la Sfinge era ancora viva

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Gods of Egypt
di Alex Proyas
con Gerard Butler, Nikolaj Coster-Waldau, Brenton Thwaites, Chadwick Boseman, Elodie Yung
Voto 6 meno meno

Ci sono 140 milioni di buone ragioni per chiedersi dove sono andati i 140 milioni di dollari che sarebbe costata questa fiaba firmata Alex Proyas, che di solito aveva idee più eccentriche ma anche chiare. A meno che qualcuno non dica le bugie… Comunque qui c’è una specie di ladro di Bagdad (in anticipo sui tempi) che incappa nel dio Horus al tempo in cui gli dei, più alti di statura e con l’oro al posto del sangue, governavano sull’Egitto prima dei faraoni. Quindi il dio Seth ammazza il fratello Osiride, acceca il nipote Horus, vuole prendersi anche la parte oscura della forza, va a rompere le scatole pure al dio Ra (il sole) che ha il suo daffare per combattere ogni giorno il vermone della notte e mette a soqquadro anche l’aldilà mentre il buon ladro Beck, in anticipo su Orfeo, vuole riprendersi la sua Euridice dagli inferi con l’aiuto, diciamo così, di Anubi. Chi ha una certa dimestichezza con la divinità egiziane lasci stare, hanno incasinato tutto, e Gerald Butler si comporta sempre come se fosse in 300 o in Attacco al potere. Il problema è che il giocattolo non permette di giocare e dopo un po’ è poco divertente ma in compenso ben confuso. Ovviamente vincono i buoni, ma abbiamo 5 o 6 mila anni di tempo per decidere se sono davvero i buoni. Coi fumetti dei supereroi si fa prima.  Che poi il film sia stato stroncato perché gli dei sarebbero di etnia bianco hollywoodiana è un altro mistero meraviglioso…

YouTube / Leone Film Group – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori