Trixie on the cot, Nan Goldin (1979)

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Anche se anagraficamente impossibile, mi sembra di aver conosciuto Trixie a qualche rave o in qualche club marcio di inizio millennio… o forse è l’idealizzazione di qualcuno che avrei voluto incontrare. Così sexy pur non sembrando minimamente bella… stilosa pur essendo sfatta e sbavata… genuina pur avendo un atteggiamento quasi kabuki… elegante pur indossando un vestito da 50 cents comprato probabilmente in un negozio di seconda mano a Hell’s Kitchen… Con quel gesto di massaggiarsi i piedi mi sembra che non abbia voglia di smettere di ballare, nella speranza, un po’ tardo-adolescenziale, che la notte non finisca mai.

Dopo aver visto questa immagine ho immediatamente iniziato a fumare, come fosse un allenamento per imparare a tenere la sigaretta come fa lei tra quelle dita gialle di nicotina. E poi la super 8 buttata a terra, il giradischi sul termosifone, la gelatina rossa su quella lampada solitaria e le sole parole che compaiono nella foto: “Rock and Roll”, “Star” e “Colt”… poesia pura.

Non sono mai stato una persona religiosa, ma ho anch’io i miei profeti… fin da quando ho visto le foto di “The Ballad of Sexual Dependency” di Nan Goldin su D di Repubblica ho deciso di prendere in mano una macchina fotografica.

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Mattia Zoppellaro
Mattia Zoppellaro è nato a Rovigo nel 1977. Nel 2001 consegue il diploma in fotografia allo IED di Milano. Dopo 2 anni presso il dipartimento di fotografia di Fabrica, nel 2003 si trasferisce in Inghilterra, dove collabora con varie riviste musicali ed etichette discografiche. Realizza inoltre diversi reportage sociali (Gypsies irlandesi, Homeless di Hackney, Prigioni di massima sicurezza del Nord-Est), di costume (Cerimonie religiose nel meridione, Fiera del sesso) e sui movimenti giovanili (Rave parties europei, Punk messicani, Scena hip hop di Dakar). Attualmente vive tra Milano e Londra. Ha pubblicato su Rolling Stone, Sunday Times Magazine, El Pais Semanal, Financial Times Weekend, D e Velvet di Repubblica, Max, Mojo, NME, L’Espresso, Io Donna, Vanity Fair, GQ, Les Inrockuptibles, Colors.