Iskra: «Lucio era un navigatore dentro i corpi degli altri»

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Può essere considerata una rinascita, questa, per Iskra Menarini, cantante e corista, per 24 anni al fianco di Lucio Dalla, e che domani, 4 marzo, sarà protagonista sul palco dell’Auditorium Parco della Musica di Roma per un concerto-evento in ricordo del cantante con cui ha condiviso una parte tanto importante della sua vita artistica. Il live sarà anche l’occasione per presentare al pubblico Ossigeno, il nuovo album della cantante, a cui hanno partecipato svariati personaggi del mondo della musica e dello spettacolo.
«Si tratta di un disco autoprodotto che ho pubblicato 2 anni fa», ci racconta Iskra, «All’inizio, non ero alla ricerca di un’etichetta, perché volevo sentirmi libera. Poi, però, al progetto si sono aggiunti una serie di amici, come Lino Banfi, Gianni Morandi, Renato Zero e Sabrina Ferilli, e quindi ho pensato che fosse più rispettoso nei loro confronti avere un’etichetta per fare le cose in regola. Così, sono arrivata a iCompany, che mi consentirà domani di cantare in un posto bello come l’Auditorium Parco della Musica di Roma».

Come già avvenuto per la realizzazione dell’album, anche durante il concerto di domani Iskra sarà accompagnata sul palco da una serie di amici, che già in passato aveva incontrato lungo il suo cammino, durante il sodalizio con Dalla: «Ci saranno Gaetano Curreri, Attilio Fontana e Pupi Avati, grande amico di Lucio, con moltissimi aneddoti da raccontare. Purtroppo Lino Banfi non potrà esserci, e nemmeno Carlo Verdone, perché sta promuovendo il suo ultimo film, però entrambi hanno registrato un video che proietteremo nel corso della serata. E poi ci saranno molti giovani, perché mi piace l’idea di aprire loro uno spazio. E, d’altra parte, sto aprendo uno spazio anche a me stessa: sto ricominciando la vita, a un’età in cui uno dovrebbe avere già una grande carriera alle spalle: carriera che ho intrapreso, ma sempre al fianco di un altro artista».

l43-talenti-dalla-120301182104_bigL’affetto nei confronti di Lucio è percepibile in ogni singola parola di Iskra. Le domande possono riguardare la sua vita, la sua carriera solista, ma il discorso vira sempre su di lui: «Come potrei non ricordarlo? Gli ho voluto talmente tanto bene! Se non ci fosse stato lui, probabilmente sarei ancora una cantante semisconosciuta, che fa rock nei locali dell’Emilia. Pensa che ho iniziato a cantare con Lucio a 40 anni: solo un genio folle come lui avrebbe potuto chiamare una donna di quell’età! E ora sono felice e soddisfatta perché, pur non avendo venduto milioni di dischi, la mia carriera l’ho fatta e la gente che ascoltava Lucio mi vuole bene. Certo, non è stato facile vivere in un ambiente di soli uomini però, anche grazie al mio carattere molto determinato e, allo stesso tempo, discreto, sono riuscita ad andare avanti. E tra me e Lucio c’è sempre stato un grande affetto: anche quando mi tirava dietro le scarpe o mi mandava a quel paese».

Quando le chiediamo un aneddoto, per raccontare la personalità di Lucio, la risposta è permeata della stessa dolcezza cui facevamo riferimento in precedenza: «Quando ci trovavamo da soli, spesso gli facevo un massaggio, oppure parlavamo molto. Non è mai stato molto pretenzioso sul lavoro, neanche con gli altri musicisti: quando qualcuno commetteva un errore, era sempre abbastanza dolce. Ma questo lato del suo carattere emergeva soprattutto nei momenti di maggiore rilassatezza: mi chiedeva della mia famiglia, di mio figlio, e questa cosa mi meravigliava molto. Si tratta di un lato del suo carattere che mi ha sempre commosso: la malinconia dell’essere un navigatore dentro i corpi degli altri, per vedere cosa ci fosse nel cuore delle persone. Lucio era un uomo molto curioso e molto intelligente: riusciva a rendere meraviglioso anche l’aspetto più banale delle cose. Ricordo ancora le sue lezioni d’arte di fronte ai quadri nei tantissimi musei che abbiamo visitato insieme. Oppure le ore e ore passate a parlare della meraviglia dell’acqua, di fronte alle cascate del Niagara. Quando parlavo con lui, mi sembrava di essere in un altro mondo».

Durante il concerto di domani, a cui seguirà un tour tuttora in allestimento, larga parte sarà naturalmente riservata proprio alle canzoni di Dalla: «Quando Lucio se n’è andato, ho provato un grosso dolore e, come prima cosa, ho pensato che fosse giusto smettere di cantare per dedicarmi a qualcos’altro. Poi però si è fatta spazio l’idea che mollare sarebbe stato come ammettere che il percorso fatto con Lucio non era servito a nulla. Quindi ho deciso di rinascere, iniziare a lavorare da sola e, allo stesso tempo, portare avanti la musica di Lucio, sempre con grande umiltà. Lui non ha mai avuto una vera famiglia: la sua famiglia era composta dai suoi musicisti, dalle persone che gli volevamo bene. E io credo di avere avuto la grande fortuna di essere stata nel cerchio della sua vita».

Concludiamo con il video di C’era una volta… l’Amore, primo singolo estratto dall’album Ossigeno. Traccia di apertura dell’album, si tratta di un brano inedito, il cui videoclip è stato firmato da Stefano Mazzoni.

YouTube / Spettakolo! – via Iframely

 

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Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.