Legend. Un Tom Hardy, due Kray

Biografia dei gemelli criminali della Swinging London. Grande Tom Hardy per due

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Legend
di Brian Helgeland
con Tom Hardy, Emily Browning, David Thewlis, Christopher Eccleston, Chazz Palmister
Voto 7+

I gemelli gangster di The Krays degli Spandau Ballett (Gary e Martin Kemp, diretti da Peter Medak) erano “belli” e fascinosi quanto lo sono spesso i gangster impersonati dagli attori. I  Kray rifatti (tutti e due) da Tom Hardy per la regia di Brian Helgeland (Postman, L.A Confidential,  Mystic River, Il destino di un cavaliere, Payback tra scritture  e regie) sono proprio come li ritrasse David Bailey, fotografo da baronetti, quando i due dominavano la criminalità nella Swinging London e avevano frequentazioni alte nel loro night come la grande mafia le aveva a Las Vegas. Identici e diversi, Reginald un picchiatore di periferia rifinito e Ronald uno psicopatico assassino che usava i martelli nelle risse. Vestiti da uomini d’affari, cafoni, circondati da scherani, con un’aria di East End che non si toglieranno mai, i due si differenziano anche per l’uso della voce. Reginald l’ha secca e esile. Ronald impastata di pasticche. Tom Hardy trasforma un film di sociologia corretta, dove la Swinging London in realtà resta fuori (là dove Londra cambia con frenesia) e la carriera criminale dei due è tutto sommato tradizionale e disgustosa, in uno splendido esercizio d’attore che si sdoppia: con un paio d’occhiali e un po’ d’ovatta in bocca trasforma il cafone Reginald, innamorato della sua fidanzatina di quartiere che si consuma letteralmente all’idea di aver sposato un gangster, nell’omosessuale assassino Ronald, che va tenuto a freno con gli psicofarmaci. Quanto Reginald cerca di alzarsi dalla periferia dandosi una lucidata da buon borghese, tanto Ronald ha il dono di affondare con scelte idiote e scandali che coinvolgono politici e VIP i tentativi di Reginald. Finiranno male, come dicevano i vecchi manuali di criminologia positivista. Ma il film va visto per l’ennesima prestazione alta di Hardy.

YouTube / 01Distribution – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori