Michel Benita Ethics
River Silver
(ECM/Ducale)
Voto: 9

Questione di gusti, di sensibilità, di formazione. Un linguaggio universale, in quanto tale, non può che piacere con gradazioni di impatto emotivo differenti a seconda di tutte le sue universali sfaccettature. Così è per il jazz, musica di assorbimento per antonomasia fin dal suo “concepimento”, capace di trasgredire la specificità dei generi con cui viene a contatto, operando contaminazioni e miscele che comunque non le fanno perdere un’identità forte e definita.
Così c’è chi ama soprattutto il jazz più “ortodosso” di matrice hard bop, chi predilige le fusioni con il rock, chi le follie inafferrabili del free, chi gli incroci con la classica oppure con la canzone oppure con le esasperazioni dell’elettronica. E chi ancora (tra loro il sottoscritto) si sente più in sintonia con le combinazioni tra jazz e musica di matrice popolare, etnica o world.
copa benitaA questi ultimi, ma anche a tutti gli appassionati di jazz e di musica in genere, è rivolto questo piccolo capolavoro, firmato dal 62nne contrabbassista algerino Michel Benita, che vive a Parigi dai primi 80 e ha collaborato con moltissimi big, tra cui gli italiani Enrico Pieranunzi e Rita Marcotulli. Questo è il suo secondo album con il combo Ethics, la cui composizione è resa particolare dalla presenza del koto, cordofono a pizzico che si suona orizzontale con tre plettri contemporaneamente (simile all’austriaco zither e all’appalachiana autoharp), tipico della tradizione giapponese e rarissimo in ambito jazz, affidato alla sensibile Mieko Miyazaki. Accanto al leader troviamo poi il raffinato flicornista svizzero Matthieu Michel, spesso accostato per sonorità al nostro Paolo Fresu, l’obliquo sperimentatore norvegese Eivind Aarset, alla chitarra e alle elettroniche, e il batterista dal tocco delicato Philippe Garcia, già con Benita a fianco di Erik Truffaz.
Il risultato è magnifico e sorprendente. Un insieme di momenti, illuminazioni, passaggi, che sanno aprire gli occhi di chi ascolta su un unico, infinito, eccedente poema cosmico e interiore insieme. Composizioni che sanno essere liberatorie nel loro aprirsi verso orizzonti ulteriori, a ogni ascolto difformi, quasi spinte inverse rispetto alla paura che avanza facendoci sentire indifesi e insicuri in luoghi dove eravamo a nostro agio e spensierati. Un invito a vedere il nuovo come il proseguimento del presente, di un sentire senza barriere.
Ethics_BandIl suono, che si inserisce diretto nella poetica ECM, riesce in un gioco di mille equilibri, grazie a composizioni di rara intensità, aperta a vari stadi di lettura. Dall’iniziale “Back From The Moon” agli intrecci di corde della title-track, dal sogno lucido di “I See Altitudes” all’eclettismo contaminato di “Off The Coast”, dalla “Yeavering” dell’inglese Kathryn Tickell, specialista della cornamusa al volo senza fine di “Toonari”, dalla “Hacihi Gatsu” della musicista nipponica alla “Likken” del compositore e organista norvegese Eyvind Alnæs (1872-1932), fino alla conclusiva “Snowed In”, tutto scorre tra sotterranee collisioni che rimandano a intenzioni liquide e bisogno di inventare.
Non c’è nulla della tradizione più ritmata e ballabile, eppure il legame con il mood popolare aleggia come un segnale luminoso che indica la via, che fa scorrere questo River Silver verso il futuro, che fa superare di slancio le abitudini interiori. Che destabilizza la continuità, sminuzzando in un mare della tranquillità seduzioni e afflati, ricordi e voglie, persino frammenti di rock e voli pindarici. Con il “maestro” Nils Petter Molvær a fare da suggeritore sotto la buca del palcoscenico.

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Raffaello Carabini
Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente... Con quella punta di modestia, che non guasta mai.