Le serie dalla A alla Z. Ora c’è il dizionario

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Serie TV_Copertina_STAMPA-1Da qualche giorno è disponibile Il mio primo dizionario delle serie tv cult (Ed. BeccoGiallo, € 19), 416 pagine che partono da 24 e finiscono a X Files. 33 capitoli per 33 serie tv (italiane incluse) che attraversano venticinque anni con quaranta illustrazioni stilizzate in bianco e nero. Gli autori sono Matteo Marino e Claudio Gotti e i disegni di Daniel Cuello, un trio che, partendo da una lista di cento titoli, ha deciso di raccontare il fenomeno 2.0 della tv sin dalla copertina dove sono citate ben undici serie grazie a piccoli dettagli intrecciati. Sfogliando si scopre che ogni scheda è divisa in sette paragrafi, “Iniziare, Personaggi, Marchio, Salto dello squalo, Firma, Vite parallele, Ser(i)endipità”.

Breaking bad
Breaking Bad

Tutto ha un senso poiché una serie tv ha solitamente un “inizio” enigmatico, dei “personaggi” dai nomi o soprannomi che tralasciano un dubbio (Heisenberg di Breaking Bad è buono o cattivo?), un elemento (“marchio”) ricorrente come ad esempio la voce fuori campo di una delle Desperate Housewives, un momento di defaillance (“jumping the shark”) come accade in Lost quando l’isola scompare, una “firma” che permette di sapere chi lavora dietro le quinte, una somiglianza con fumetti o derivazione da libri come accade in Gomorra (“vite parallele”) e infine la “serendipità”, accade qualcosa di importante del tutto accidentalmente, senza aspettarcelo come la scoperta del colpevole sin dalla prima puntata (Dexter). Inoltre ogni scheda è introdotta da una frase ricorrente: “Date a un uomo un’arma e rapinerà una banca. Date a un uomo una banca e rapinerà il mondo”, questa direttamente da Mr. Robot. Il secondo capitolo del libro è già in fase di progettazione.

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Tobia Dell'Olio
Sono del '68 e ascolto musica da sempre. La mia prima cassetta aveva sul lato a gli Alan Parson Project e sul b gli Imagination. Poi nel '79 la folgorazione grazie (infinite grazie, tantissime grazie!) all'insistenza di mio fratello: i Pink Floyd. Non contento negli anni successivi mi portò a spasso anche nel jazz e nella fusion. Da lì non mi sono più fermato, divorando ogni giorno musica e con la possibilità di farla ascoltare a tantissima gente grazie alla radio. Lavoravo infatti come speaker e mettevo "on air" la musica che più mi piaceva, senza imposizioni. Poco dopo ho iniziato a scrivere di musica e da circa 6/7 anni anche di serie tv e ho deciso di coinvolgervi in questa doppia mia passione.