Room. Il cielo in una stanza

Il figlio dello stupro e di un sequestro cresciuto credendo che il mondo sia la tv

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Room
di Lenny Abrahamson. Con Brie Larson, Megan Park, William H. Macy, Jacob Tremblay, Joan Allen.
Voto 6/7

Una mamma e un bambino stanno in una stanza claustrofobica da cui si vede solo il cielo attraverso un vetro irraggiungibile. Sono sequestrati da cinque anni. Il bambino è nato lì, ha un rapporto animistico con le poche cose dell’ambiente, la mamma attende paziente le visite del sequestratore che cinque anni prima l’aveva illusa con la storia di un cane ferito. Anche il bambino ha l’ossessione di avere un cane. Un giorno la mamma non ne può più e architetta una fuga (abbastanza improbabile: può la febbre alta convincere uno psicopatico a portare in ospedale il figlio sequestrato?).
La fuga riesce e inizia un secondo film dedicato alla scoperta/rigetto del mondo da parte del bambino e alla scoperta del rimorso/ follia da parte della madre alle prese con la voracità dei mass media. Il film sembra basarsi sulle ipotesi platoniche del mito della della caverna che piacevano tanto ai filosofi illuministi per elaborare ipotesi limite: come cresce un essere umano che dalla nascita accede all’universo solo attraverso la televisione? C’era un intero mondo da ribaltare, ma il film è un po’ come il bambino: ancora stregato dalle misure della stanza. Oscar alla mamma. Mah…

YouTube / Universal Pictures International Italy – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori