Ma insomma Capo, #escile o #non escile, ‘ste date?

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Ascolta Capo, lo so che lo hai detto, lo so: anzi, lo ha detto Maio che alla fine è come se lo avessi detto te, che nel 2016 ti saresti preso una pausa, insomma, che prevedevi di fare un bel pezzo di niente, ma insomma…
Dai, anche altre volte hai detto così e poi invece hai tirato fuori il coniglio dal cappello.
E… stavolta? Niente?
Ma come, e il tour all’estero?
E il Raduno?
E che ci facevi alle Reggiane, eh? Che ci facevi? Che lì un bel concerto, solo per noi… eh?
Insomma, mica ce la canti giusta te, ecco.
Che qua la gente sta già a farsi non ti dico un film in testa, no, ma una saga tipo “Il trono di Spade” con tutti i titoli di coda e la recensione.
No dico, ma tu ti rendi conto? Ti rendi conto del tempo libero che ci si è reso disponibile tutto d’un tratto? Senza concerti organizzazione pianificazione, no, dico… c’è da andarci giù di testa!
E quando programmo le ferie? Che tenendo conto del tempo, dell’ISIS, dei soldi, delle statistiche passate, dell’interpretazione dei sogni, secondo me LUI – che saresti TU – LUI dico fa il tour europeo da qui a qui. E se fa i teatri? E i palazzetti? No, quelli no che non c’ha il disco nuovo.
E le canzoni che ha dato agli altri? Non ce le fa sentire lui, secondo te?
Sì, no, boh, ma secondo me/te/noi tutti LUI/TU se ce le fa sentire allora lo fa all’estero.
Daje co ‘sto estero!
Ok, allora sarebbe meglio saperlo prima quand’è stò tour, che devo passà in banca.
Scusa ma in genere si va all’aeroporto, se c’è un tour estero..
Sì ma prima è mejo che passo in banca che senza un prestito all’aeroporto il bijetto nun me lo danno, fidate.
E il disco nuovo? E quando esce?
No, perché da lì parte tutto un altro giro, è chiaro. Che se esce a primavera allora prima gli stadi poi i palazzetti poi le piccole città poi i Teatri; o se esce in autunno il contrario, prima i palazzetti i teatri le piccole città poi gli stadi, Capo, come viene viene, noi sèmo a posto per un altro paio d’anni.
Sempre prima in banca dovemo passà, tra prestiti, fidi da aumentare, richieste di accumulo e planning, ma tranquillo, a costo di vendere nonna alla fine ci saremo!
E il raduno, invece, quello sì che ci mette pensiero.
E dove lo facciamo? E quando?
E vale per tutti o per chi è già iscritto? E che al freddo fare la fila viene male, lo facciamo al caldo?
Però anche qui, diccelo, che noi visto il delirio di programmazione “io-programmo-comunque-hai-visto-mai-chissenefrega-se-le date-non-ci-sono”, i giorni di ferie li abbiamo già impostati tutti, controllando ponti, festività, festa della mamma e del papà incluse.
Insomma Capo, vedi tu, qua il tuo pubblico inizia a sragionare.
Dopo un anno come il 2015 non si può, no non si può mò tutto un anno di astinenza stretta!
E che cos’è!
E che ti abbiamo fatto, per trattarci così?
Insomma, tu hai detto che ci tenevi stretti, a Campovolo, e noi stretti vogliamo stare… ma così siamo un po’ persi, ecco. A noi un capo del filo che porta a te lo devi dare.
Poi lascialo luuungo, luuuungo, ma da qualche parte ci deve essere, questo capo del filo che porta a te.
Anche perché, ripeto, qua la lunga attesa, anzi, il nulla, che l’attesa lunga a noi ci spiccia casa, il nulla a noi ci fa picchiare in testa, come certi pistoni in motori male assemblati. Basta un niente a scatenare la rissa, eh: uno che dice che non farai nulla rischia la vita, uno che dice che sai già che farai viene stalkerato fino a che non parla, si formano sette, gruppi d’assalto, insomma, la responsabilità è anche tua che ti tieni tutto dentro, e a noi qua fuori ci resta solo il pellegrinaggio in Terra Santa per cercare di incontrarti: ti pare bello?
Insomma Capo, #escile o #nonescile, stè date, questo è il problema! Che “Il pubblico più bello del mondo” è sull’orlo di una crisi di nervi!

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Chimena Palmieri
Sono Chimena Palmieri, classe 1963. Ho un diploma di Ragioneria, una Laurea in Sociologia, un lavoro presso l’Università Politecnica delle Marche. Ho un figlio, Francesco; ho amici, molti interessi e poche passioni. Sono nata a Castelfidardo, cresciuta a Numana, vivo ad Ancona: tutto in 30 chilometri, perché “Credo che la voglia di scappare da un paese con 20000 abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso e credo che da te stesso non ci scappi neanche se sei Eddie Merx”.