Good Kill. Come abbattersi felicemente

Uccidere a distanza è una cosa che alla lunga ti uccide

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Good Kill
di Andrew Niccol. Con Ethan Hawke, January Jones, Zoë Kravitz, Jake Abel, Bruce Greenwood.
Voto 6 +

Al mattino, invece di andare al lavoro, andremo in guerra, dall’ufficio. Anzi, si fa già. Good Kill è  la storia di un ex pilota da caccia che ogni mattina prende la macchina, va alla base aerea, si chiude in un container, impugna un joystick e porta un drone in volo su obiettivi nemici lontani migliaia di chilometri e uccide qualcuno visto da lenti speciali e “proposto” da agenzie governative. Questo è un tipico film di Andrew Niccol (Gattaca, la storia di Truman Show, S1m0ne, In Time) cioè il suo ennesimo capitolo (minimale stavolta) sui rapporti tra l’uomo modermo e l’automazione: il capitolo è guerra per interposta macchina senza contatto reale. Il che non vuol dire che non salti il contatto mentale. È un film antitestosteronico, non inviterà mai nessuno all’arruolamento come Top Gun o Aquile d’acciaio: caso mai, nell’era dei computer, è il film sullo spegnimento imminente del display di una vita. Ethan Hawke presta la sua maschera dolente a un nuovo genere di combattente che sta per superare in nevrosi i combattenti del passato, e il titolo Good Kill (che sta per operazione conclusa con successo) è malinconicamente ironico. Non a caso Esecuzioni a distanza di William Langewiesche unisce due inchieste giornalistiche su un pilota di droni e un supercecchino che finirono la guerra vinti da se stessi…

YouTube / Barter Entertainment – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori