Nuovo album postumo di Jeff Buckley

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La bellezza e l’intensità della poetica di Jeff Buckley sono inversamente proporzionali alla brevità della sua vita. Domani, 11 marzo, esce “You and I”, una raccolta postuma del tormentato cantautore statunitense, che contiene otto cover e due brani inediti registrati allo Shelter Island Sound Studio di Steve Addabbo nel febbraio del 1993 e riscoperti solo negli ultimi tempi, ovvero la title track del disco di esordio di Buckley e la struggente “Dream of You and I”. Fra le cover, invece, ritroviamo canzoni molto note, come “Calling You”(colonna sonora di Bagdad Cafè), “Just like a woman” di Bob Dylan e “Night Flight” dei Led Zeppelin. Questo lavoro non può essere annoverato nel ciclo degli altri lavori post portem dell’artista, che ci ha lasciato troppo presto a causa di un assurdo incidente avvenuto nelle acque del Wolf River, mentre Jeff si stava dirigendo verso gli studi di registrazione con Keith Foti. La solita fermata per un bagno, con addosso vestiti e stivali, un battello che arriva e che evidentemente crea una corrente troppo forte perchè l’artista potesse contrastarla. Ed è così che si spezza a soli 31 anni la vita e la carriera di un cantautore che, però, non ci teneva per nulla a diventare una star del rock alternativo. Non è la solita operazione commerciale, dicevo. E i motivi risiedono tutti nella parole della madre di Buckley, Mary Guibert, che troviamo nelle note di copertina del disco:

ll processo di gestione dell’eredità musicale di musicisti scomparsi e la pressione che si vive nell’esserne il curatore non assomigliano per nulla a quanto accadrebbe se l’artista fosse ancora vivo. Niente. Nulla nel contratto di registrazione di un artista dice: “Se l’artista muore, il controllo passerà a sua madre”, e questo riguarda anche il contratto firmato da Jeff. Eppure, negli ultimi 18 anni, ho avuto lo straordinario privilegio di avere il ruolo di produttrice per ognuna delle sue uscite postume. È stato un misto di desiderio, timore e senso del dovere che ho messo in gioco per contribuire a creare progetti che onorassero la suprema arte di Jeff e preservassero la sua autenticità.

L’elenco completo delle tracce registrate da Jeff riempie un faldone conservato negli archivi della Columbia. Ha registrato prove ed esercizi. Ci sono programmi radiofonici, brani scartati e demo, la stragrande maggioranza dei quali sono ripetitivi, incompleti o comunque “non pronti per il pubblico”. Nel 1998 abbiamo provato a valutare il materiale per decidere quale sarebbe stata la prima versione postuma. I chilometri di nastro con queste registrazioni ci hanno fatto scoprire alcune gemme tra tutto il materiale disponibile. Ero pronta a prendere in considerazione di fare qualsiasi cosa per far uscire il lavoro su cui Jeff aveva messo tanto del suo cuore e della sua anima proprio prima della sua morte. Così portai avanti la preparazione della pubblicazione del doppio CD “Sketches for My Sweetheart the Drunk”.

Nel 1998, dopo la scomparsa di Jeff la mia prima richiesta in merito ai progetti postumi è stata: “Le registrazioni che abbiamo sono le vere reliquie di Jeff. Dobbiamo trattarle come tratteremmo il suo corpo per la sepoltura, no make up, no abito di Armani, lasciare lo smalto verde sull’unghia dell’alluce, e non tagliare o pettinare i capelli”. Con mio estremo sollievo e gratitudine, credo che siamo stati in grado di raggiungere con fervore l’essenza di questa metafora nel corso degli anni, e ancor di più con questo particolare progetto.

Questa volta abbiamo pensato che sarebbe stato bello raccogliere alcune delle registrazioni demo che Jeff ha fatto subito dopo aver firmato con l’etichetta. Questo repertorio, per quanto era ampio e profondo, si è dimostrato all’altezza dei suoi “cafe days” . Doveva tenersi il suo pubblico notte dopo notte, settimana dopo settimana, così ha condito la sua scaletta con innumerevoli brani “vecchi ma buoni”. Si è messo alla prova con canzoni che hanno reso popolare tutta una serie di artisti indietro nel tempo fino a Robert Johnson, e con diversi generi da Broadway al pop, dal jazz 

al rock, e tutto ciò che è nel mezzo. Tutto quello che si doveva fare era farlo entrare in un ottimo studio con un buon tecnico al mixer, accendere il microfono e avviare la registrazione. Oro.

Queste registrazioni sono inalterate e inedite. Chiudete gli occhi, alzate il volume o mettete il vostro auricolare. Siete solo voi, lui e i ragazzi della sala di registrazione. Godetevela.

Mary Guibert

Tracklist di “You and I”

jeff buckley fotoJust like a woman”
“Everyday people”
“Grace”
“Calling you”
“Dream of you and I”
“The boy with the thorn in his side”
“Poor boy long way from home”
“Night flight”
“I know it’s over”

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Claudia Assanti
Nata in Calabria, classe '86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.