La freschezza del (Mondo) Marcio

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La freschezza del Marcio
di Mondo Marcio
Voto 6/7

Dopo aver incontrato Mondo Marcio e ascoltato il suo nuovo lavoro, ecco la recensione di quello che potrete aspettarvi. A Mondo Marcio è rimasto un colpo in canna. Cerca di uscire dal cliché del rapper, ma ci riesce solo in parte.
Nell’anno appena concluso, nella scena rap italiana, molti si sono dedicati al voler dare dell’hip hop un’immagine pura. Tra gli artisti che hanno tentato quest’impresa ci sono Fabri Fibra e Marracash. Anche nell’anno corrente hanno voluto provarci, prima Salmo e ora Mondo Marcio con l’album La freschezza del Marcio (in uscita oggi). Infatti, come lui stesso afferma: “La traccia con Fabri Fibra è stata possibile grazie a un’intesa che si è venuta a creare per questo disco, Fabri Fibra mi ha fatto riflettere su molti aspetti della scena. Ci siamo trovati d’accordo e, ancor prima del pezzo in sé, è stato importante il viaggio”. Di questo viaggio hanno fatto parte per l’appunto Fabri Fibra molti altri rapper, tra cui Bassi Maestro, J-Ax, Clementino e Gemitaiz
Questo album deriva proprio dal voler abbattere l’appiattimento culturale della musica, ma non solo, che si respira oggi in Italia. A livello di beat troviamo, fin dalle prime due tracce, un’influenza soul. L’artista afferma di essere influenzato da molti generi musicali e, come mai prima, di essere riuscito ad amalgamare molto bene tutte queste influenze. Mi sento di concordare con Mondo Marcio: è davvero un piacere sentire le produzioni, che iniziano in maniera calda, come lui stesso afferma “senza subito prenderti a schiaffi, come in un vero e proprio viaggio”, partendo da Un altro giorno, passando per La freschezza del Marcio. Fino ad arrivare a prenderti direttamente a schiaffi, almeno a livello di beat, con Scoppia la bomba (ft. Fabri Fibra), per poi raggiungere il top con un beat di quelli classici per eccellenza, uno di quelli che ha un solo loop che ti tiene con l’orecchio incollato, e che, volendo, potresti lasciar correre anche senza ritornello, sto parlando del beat in Oohh!! (il titolo della traccia la dice tutta sul suo mood). Effettivamente una cosa mai sentita in Italia, almeno per quanto riguarda il mainstream.
Tuttavia i testi sembrano fin troppo autoreferenziali, se non in alcune rare eccezioni, e su questo punto abbiamo già sentito troppo nella scena, anche dallo stesso artista. Essere autoreferenziale in Solo un uomo ci può stare, anche per la fame che all’epoca l’artista aveva, ma fare ancora il bad boy è ben lungi dall’essere lontano dal cliché del rapper stereotipato, scusate il gioco di parole. Tanti rapper parlano di dover raggiungere la cima da rapper, credo che ogni artista possa e debba parlare di ciò che vuole, anche ripetere allo sfinimento cose già dette, ma questo comporta il doverlo fare in maniera innovativa; specialmente in un genere come il rap, dove il materiale è veramente tanto, troppo in questo periodo. Maneggio il cash, Vi mangio in testa sono delle frasi che si possono sentire in Knock Down (Ft Clementino), un pezzo che mette in mostra l’ottima tecnica dei due, ma che di certo non esce dai cliché.
Non dico sia un male restare nel cliché del rapper, ma fa storcere il naso quando l’obiettivo dichiarato è quello di volerne uscire. Sono ogni sera in strada è una cosa già sentita troppe volte, e che non si discosta dagli stereotipi (specie se nessuno ti ci vede mai in strada).

Mi sento dunque di dare un 6/7 e di dire che, è un disco eccezionale se parliamo in ambito di produzioni musicali, in prospettiva di dover muovere il collo ai live, ma non entusiasmante se si parla di novità di argomenti trattati.Mondo-Marcio-La-Fresche

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Tyrone Nigretti
Mi chiamo Tyrone, vivo a Milano ed ho 21 anni. Ho iniziato ad ascoltare il rap perché rispecchiava la mia persona: il rap dice le cose nello stesso modo con cui amo dirle io, in modo pungente ed efficace. Le prime recensioni le ho scritte con il desiderio di spiegare il rap e di dare un'interpretazione che desse peso e importanza ad ogni parola scritta nei testi. Questa passione si è intensificata a tal punto da desiderare di poter lavorare con il rap e per il rap. Grazie al rap, dal quale sono stato in qualche modo ispirato, ho scritto il mio primo libro: Fattore H, edito da Rizzoli.