Tutto in una notte LiveKom015: emozioni al cinema firmate Vasco Rossi…

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Mentre Vasco era a Milano per introdurre la visione del suo film-concerto (racconta tutto Massimo Poggini nel suo ottimo articolo), altri 280 cinema in tutta Italia proiettavano Tutto in una notte LiveKom015, regia di Giuseppedomingo “Pepsy Romanoff” Romano. Io ho scelto una piccola sala di provincia, biglietto d’ingresso a 12 euro, che con lo sconto fan club sono diventati 10. Accettabile, rispetto alle cifre francamente imbarazzanti richieste da alcuni cinema “metropolitani”. In sala 20/30 persone, età media piuttosto alta, ottima rappresentanza del “Vasco web”.

Dopo due ore e mezza di proiezione sono uscito soddisfatto, senza rimpiangere i 10 euro lasciati alla cassa. La presenza di Valentina Moar (la brava ballerina già vista nel video di Come vorrei) è molto meno invadente del temuto. Perché, diciamo la verità, il video del Blues della chitarra sola qualche timore lo aveva creato. In realtà le sue apparizioni si rivelano una presenza coreografica che non disturba la visione dello show, prevalentemente fra una canzone e l’altra, un elemento in più alla fine accettabile, per quanto forse non necessario. A patto di non interrogarsi sul senso della sua presenza, perché allora si rischia di incanalarsi in un dibattito senza fine.

Il film inizia con le riflessioni di Vasco sulla musica, poi parte il concerto. Il montaggio iniziale è frenetico, forse troppo. Inizia ad andare meglio con le prime ballad, Dannate nuvole e Quanti anni hai, decisamente molto meglio. Se si può avere qualche riserva sui primi venti minuti, poi la visione scorre via in modo molto più piacevole, restituendo almeno in parte le emozioni del concerto di Napoli.

Quello che manca un po’ è lo stadio. D’accordo, c’è la folla che canta ‘O surdato ‘nnamurato, c’è il commovente saluto a Pino Daniele. Ma il pubblico, che dello show è parte essenziale, rimane molto sullo sfondo. E la maestosità del San Paolo non si avverte quasi mai. Gran parte del racconto è incentrato sul palco, potrebbe essere un concerto in un qualsiasi altro posto, perfino in un club, ed in pochi se ne accorgerebbero.

Questo, sia chiaro, non inficia la qualità delle riprese, né dell’audio. Ed il concerto rimane quello che è, due ore abbondanti di musica che per i fan di Vasco sono nettare. Certo, la scaletta, soprattutto nella prima parte, è molto incentrata su Sono innocente, e questo condiziona un po’ le valutazioni a seconda che si ami molto o così così l’ultimo lavoro in studio di Rossi. Ma questi sono discorsi che poco hanno a che vedere con il film-concerto in sé. Che è un buon lavoro, che cerca di offrire qualcosa di nuovo rispetto al passato, pur senza stravolgere l’essenza di quello che dev’essere la riproposizione di un concerto in immagini.

Detto che i “cinque binari paralleli” pubblicizzati nella presentazione del film sono poco più che accenni a contorno dello show, resta da raccontare il post-Albachiara, con le ultime immagini di Valentina Moar impegnata sulle note di Incredibile romantica versione L’altra metà del cielo, i numeri del tour ed i titoli finali sulle note di Un senso.

Infine, l’Oscar come miglior attore non protagonista lo vince a mani basse il Gallo, grazie alla sua maglietta con la finta copertina di Time con la sua faccia. Per me, il numero uno.

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.